Acquistare seme conciato costa appena 11 euro all’ettaro e ha tanti vantaggi

by Roberto Bartolini | Settembre 30, 2019 8:24 am

Ogni anno bisogna tornare a parlare della concia della semente, perché in Italia ancora oggi oltre la metà degli agricoltori che si apprestano a seminare i cereali vernini, utilizza semente non conciata industrialmente ritenendo, a torto, di fare un grosso guadagno. Invece questa è solo una speculazione errata, come dimostrano tantissime esperienze pratiche di campo condotte da tecnici e da ricercatori, ultima delle quali è stata pubblicata di recente sull’Informatore Agrario.

Prendendo come coltura-esempio l’orzo, su un costo di coltivazione in un’area del centro Italia pari a circa 935 euro/ha, si evince che il maggior costo per l’utilizzo di semente conciata e selezionata è pari solo a 11,7 euro/ha, cioè poco più dell’1% del costo totale. Oltretutto questa spesa viene ripagata da un aumento della produzione, rispetto all’uso di semente non conciata, che è mediamente del 10%.

Oltre all’impatto positivo sulle rese, la concia industriale delle sementi porta a un aumento della germinabilità che consente di ottimizzare la densità di semina; inoltre ci sono alcuni concianti capaci di difendere il seme sino alla levata. Dunque, poiché ogni imprenditore deve puntare all’aumento della redditività, non si giustifica in alcun modo la rinuncia all’utilizzo di seme conciato nell’errata convinzione di conseguire un risparmio significativo che, al contrario, si traduce quasi sempre in una perdita secca. Ma come purtroppo avviene troppo spesso, l’agricoltore non fa prove comparative e non fa i conti sulla convenienza o meno di battere nuove strade. L’immobilismo tecnico, imperniato su schemi mentali troppo radicati al passato, non fa bene alla nostra agricoltura.

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