Agea: l’incapacità del governo di fare una riforma che assicuri un servizio efficiente

by Roberto Bartolini | Gen 31, 2018 6:45 am

Ogni agricoltore sogna che Agea e gli organismi pagatori regionali siano rapidi nell’erogare i contributi dovuti, veloci nel fornire le risposte, dialoganti con le imprese, assicurando un servizio a basso costo e senza perdite di tempo. Per questo c’era molta attesa nei confronti del recente decreto di riforma varato dal governo, ma gli interventi stabiliti sono davvero molto limitati e tali da far presumere che nulla cambierà per una macchina burocratica che non ha mai funzionato.

Il provvedimento – ha affermato Ermanno Comegna dalle colonne dell’Informatore Agrario – cerca di aggredire uno dei principali punti di debolezza di Agea, che è il sistema informatico Sian, stabilendo che sarà compito di Agea definire il modello organizzativo e le regole tecniche per l’interscambio e l’aggiornamento tempestivo dei dati tra Sian e i sistemi informativi degli organismi pagatori regionali. Finirà dunque l’epoca dell’anarchia e dell’incomunicabilità tra le diverse banche dati, che hanno arrecato e ancora arrecano tanti danni al corretto flusso di cassa verso gli aventi diritto agricoltori?

Dalle colonne di Terra e Vita, invece, Angelo Frascarelli ha ricordato che Mipaaf e Agea sono pieni di soldi (per esempio 1,6 miliardi di euro “solo” per le assicurazioni agevolate) e gli agricoltori sono pieni di debiti. Ma le normative sono troppe e la pubblica amministrazione è inefficiente, e nonostante questa triste realtà, nessuno alza un dito per nominare dirigenti capaci di creare procedure snelle ed efficaci per dare a Cesare quel che è di Cesare!

Agricoltori schiavi dei burocrati

Comegna denuncia anche il fatto grave che il nuovo decreto evita accuratamente di procedere lungo la strada, da tutti auspicata, di valorizzare un rapporto diretto tra utente e gli organismi deputati a erogare i contributi. C’è infatti sempre un terzo incomodo di mezzo, e così non ci sarà mai alcuna semplificazione e la burocratizzazione, la complessità e i tecnicismi continueranno a dominare e l’agricoltore non sarà mai liberato dalla schiavitù nei confronti dei burocrati. Anzi, Caa manterranno la loro posizione privilegiata di interfaccia tra agricoltore e amministrazione e il loro ruolo sarà potenziato.

E così viene da chiedersi: gli agricoltori italiani, nonostante dimostrino di saper utilizzare le tecnologie informatiche, internet e l’home banking, hanno ancora bisogno di tanta intermediazione formalistica ed elefantiaca?

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