Agromeccanici, come diventare i protagonisti del cambiamento

by Bruno Agazzani | Novembre 17, 2021 10:25 am

La transizione ecologica che sta investendo tutto il mondo produttivo riguarda molto da vicino anche le nostre campagne, dal momento che agricoltori e agromeccanici lavorano a cielo aperto. Suolo, acqua e aria sono i compagni del nostro lavoro quotidiano, quindi è evidente che agricoltori e agromeccanici debbano contribuire concretamente a salvaguardare i tre beni più preziosi che abbiamo sulla terra, ma allo stesso tempo provvedere a produrre cibo in abbondanza e di alta qualità.

Investire in tecnologia e formazione

Tutto questo è possibile se si cambia passo, abbandonando sistemi tradizionali di gestione aziendale (non solo agronomica ma anche economica e commerciale) per imboccare la strada del cambiamento che è tracciata ed è già percorsa da tantissime aziende agricole di successo. In Italia, la dimensione media delle aziende rende impossibile a una buona parte degli agricoltori affrontare gli investimenti richiesti dalla transizione ecologica, pertanto sono gli agromeccanici che devono scendere in campo, offrendo un nuovo servizio a 360 gradi che non si deve limitare alle sole operazioni colturali. Quindi occorrono certamente nuove attrezzature e tecnologie digitali, ma anche tanta formazione e informazione.

Diventare consulenti affidabili e preparati

Il cliente dell’agromeccanico ha bisogno di essere affiancato da un vero e proprio consulente, per fare le scelte giuste dal punto di vista agronomico ma anche gestionale. Questi, in particolare, sono i servizi che deve offrire l’azienda agromeccanica moderna:

Oltre a tali servizi, è ovvio che non deve mancare un supporto da parte dell’agromeccanico anche per l’elaborazione dei piani colturali e la gestione del quaderno di campagna. Mettendo in campo tutto questo la fidelizzazione del cliente sarà assicurata, ma aumenterà ogni anno anche il numero di agricoltori che si rivolgerà all’agromeccanico innovativo.

L’innovazione fa davvero diminuire i fatturati?

L’allargamento della clientela è un’opportunità perché non c’è dubbio che l’applicazione, per esempio, di minime lavorazioni e agricoltura di precisione al posto delle lavorazioni tradizionali significa che su un ettaro di grano si impiega un’ora anziché tre ore di lavoro e si consumano 33 litri di gasolio anziché 95 litri.

L’applicazione della minima lavorazione comporta un taglio molti significativo delle ore lavoro e del consumo di gasolio.

Qualcuno potrebbe obiettare che con le innovazioni il fatturato dell’agromeccanico diminuisce, ma va considerato che si abbassano i costi con un aumento del reddito netto finale, grazie anche a un accresciuto potere contrattuale verso clienti che alla fine non possono più fare a meno dell’agromeccanico-consulente.

Il caso di Meracinque, il riso “virtuoso” per chef stellati

Tra i tanti esempi “virtuosi” desidero portare l’esempio dell’azienda agricola Meracinque gestita dalle cinque sorelle Tovo, che producono su 70 ettari un riso di altissima qualità destinato alle cucine di chef famosi. I punti di forza di questa eccellenza produttiva, impossibile da produrre in campo senza l’innovazione tecnologica, sono i seguenti:

Alla base di tutto il percorso agronomico innovativo c’è la conoscenza approfondita della variabilità del suolo attraverso mappatura con slitta, effettuata da Agrisoing:

Da lì parte tutto il nuovo percorso tracciato dalla terra alla tavola.

Dall’analisi del complesso di dati analitici che derivano da mappatura e dalla successiva analisi chimica del suolo è possibile stabilire il percorso produttivo con l’applicazione delle dosi variabili di seme e concime, seguendo la variabilità del suolo e le necessità della coltura senza sprechi di mezzo tecnico.

Come si vede dall’immagine, a sinistra la mappa mostra come varia il suolo dell’appezzamento da seminare e a destra la mappa di prescrizione indica diverse dosi di seme (da 170 a 260 kg/ha) da applicare grazie al rateo variabile della seminatrice.

Il contoterzista “smart”

Concludiamo con un’immagine che sintetizza il ciclo virtuoso di lavoro in campo che deve applicare nelle aziende dei suoi clienti il contoterzista “smart”, che è poi colui che si garantisce un futuro, perché garantisce un reddito sostenibile ai suoi clienti.

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