Arrivano i controlli sugli agricoltori che usano semi aziendali

by Roberto Bartolini | Ottobre 1, 2021 10:42 am

Tutti gli agricoltori che reimpiegano come semente la granella aziendale sono tenuti per legge a corrispondere i diritti del costitutore. Per questo Sicasov, la società cooperativa che ha per missione la gestione dei diritti di proprietà intellettuale dei costitutori di varietà vegetali, ha annunciato che in vista delle prossime semine dei cereali vernini ha attivato sulle aziende agricole controlli da parte della Guardia di finanza e della Repressione rrodi.

Infatti gli agricoltori che usano seme aziendale (fatta eccezione per i piccoli agricoltori che producono annualmente meno di 92 tonnellate di cereali) sono tenuti a prendere contatto con il costitutore o avente diritto per regolarizzare il reimpiego della varietà mediante il pagamento della cosiddetta “equa remunerazione” entro il 30 giugno successivo alla data di semina. Oltre tale limite temporale, l’agricoltore recidivo è da considerarsi per legge “contraffattore” e perseguibile penalmente.

Abbiamo più volte sottolineato come sia incomprensibile l’atteggiamento di ostilità che tantissimi agricoltori manifestano nei confronti delle società sementiere e che li porta ogni anno a evitare l’uso di seme certificato e garantito. Quando invece dovrebbero essere orgogliosi di contribuire, con una spesa davvero modesta, a finanziare quella ricerca genetica realizzata dalle società sementiere, che consente alla nostra agricoltura di progredire in termini di quantità e di qualità. Si tratta di un atteggiamento di retroguardia appartenente a un mondo agricolo che non ha nulla a che fare con quello che i nostri concittadini ci chiedono tutti i giorni con le loro scelte di acquisto.

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