Cresce il grano duro al nord. E fa guadagnare di più su sodo e minima lavorazione

Cresce il grano duro al nord. E fa guadagnare di più su sodo e minima lavorazione

Anche nel 2015 molti agricoltori del nord Italia hanno abbandonato una parte del grano tenero per seminare più grano duro sui loro terreni, e chi ha considerato con attenzione alcuni aspetti tecnici come lavorazione terreno, diserbo, difesa e concimazione ha ottenuto ottime rese. Rese che si attestano tra i 50 e i 70 ql/ha, che con un prezzo attorno a 30 euro/ql fanno sì che il grano duro sia davvero una coltura da guardare con sempre maggiore attenzione al nord.

Eros Gualandi, coordinatore della agromeccanizzazione di Legacoop Bologna, riporta i dati economici rilevati su molte centinaia di ettari coltivati in molti appezzamenti del bolognese, dove si sono applicate tre tecniche di gestione del suolo: aratura e relativi affinamenti, minima lavorazione e semina su sodo.

I dati economici che emergono sui costi di produzione del grano duro sono molto indicativi e dovrebbero guidare le scelte di gestione del terreno delle prossime settimane.

I ricavi del grano duro a confronto

Il grano duro su minima lavorazione offre il risultato migliore con 739 euro/ha di reddito al netto dell’affitto. Il grano duro su sodo si attesta invece sui 717 euro/ha, mentre il risultato economico peggiore si ha sull’arato con 688 euro/ha di ricavi netti. Ecco alcuni dettagli sui conti.

Grano duro su terreno arato

  • Costo totale: 2159 euro/ha
  • Produzione: 64 ql/ha
  • Incidenza costi: 33,7 euro/ql
  • Al prezzo di 31 euro/ql, ricavo netto: 2247 euro/ha
  • Risultato: 2159 – 2247 = 88 euro/ha
  • Risultato al netto dell’affitto: 688 euro/ha

Grano duro su minima lavorazione

  • Costo totale: 1983 euro/ha
  • Produzione: 60 ql/ha
  • Incidenza costi: 33,1 euro/ql
  • Al prezzo di 31 euro/ql, ricavo netto: 2122 euro/ha
  • Risultato: 2122 – 1983 = 139 euro/ha
  • Risultato al netto dell’affitto: 739 euro/ha

Grano duro su sodo

  • Costo totale: 1849 euro/ha
  • Produzione: 55 ql/ha
  • Incidenza costi: 33,6 euro/ql
  • Al prezzo di 31 euro/ql, ricavo netto: 1966 euro/ha
  • Risultato: 1966 – 1849 = 117 euro/ha
  • Risultato al netto dell’affitto: 717 euro/ha

Un risultato economico positivo che si ripete negli anni

Teniamo presente che i maggiori ricavi che consentono le lavorazioni conservative rispetto all’aratura su grano duro si erano verificati anche gli scorsi anni in una realtà come il bolognese, dove la maggior parte degli agricoltori continua ad arare profondo e a erpicare più volte, senza probabilmente fare i conti di quello che spendono.

Questi i ricavi netti del grano duro negli anni precedenti:

  • Anno 2014: 761 euro/ha su sodo contro 592 euro/ha su arato
  • Anno 2013: 736 euro/ha su sodo contro 568 euro/ha su arato
  • Anno 2012: 1005 euro/ha su sodo contro 856 euro/ha su arato
  • Anno 2011: 791 euro/ha sui sodo contro 721 euro/ha su arato
  • Anno 2010: 521 euro/ha su sodo contro 316 euro/ha su arato
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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2 commenti

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  1. Ed
    Ed 5 novembre, 2015, 12:19

    Buongiorno, vorrei capire come fa un prodotto che ha un costo di produzione di 33.xx euro/ql ed un prezzo di vendita di 31 euro/ql ad avere marginalità. Secondo i miei conti, se davvero avessimo quelle spese perderemmo in partenza 2 euro/ql, in tutti gli scenari da voi considerati.

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    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 9 novembre, 2015, 08:25

      Gentile lettore, lei ha perfettamente ragione, ma deve considerare che ci sono ben 250 euro/ha di Pac (come media) che consentono una piccola marginalità. Comunque quello che volevamo evidenziare in questo articolo è che, rispetto all’arato, con minima e sodo i costi diminuiscono e quindi sarebbe opportuno perseguire quella strada o almeno provarci.

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