Dalle mappe del suolo e dalle foto satellitari sappiamo come sta il mais e quando ha bisogno di acqua

by Roberto Bartolini | Ottobre 4, 2016 10:13 am

Come abbiamo scritto nell’articolo di ieri[1], nel Progetto agronomico globale di Kverneland Group Italia in collaborazione con Dekalb-Monsanto, realizzato nell’azienda Cavazzini di Aquafredda (Brescia), la coltura del mais su strip-till e su minima lavorazione è stata monitorata dal sistema Aquatek di Dekalb.

Tre fonti diverse di dati

Il sistema elabora i dati provenienti da tre fonti diverse: dalla mappa del suolo[2], dal meteo e dalle foto satellitari. Queste ultime informano sullo stato fisiologico della coltura, calcolando l’attività fotosintetica della pianta. Aquatek elabora i dati e li presenta sotto forma di mappe colorate che testimoniano il consumo di acqua del mais in un determinato appezzamento.

Quanto assorbe il mais nel corso del ciclo vegetativo?

Il colore giallo indica maggior assorbimento di acqua e il colore rosso minor assorbimento di acqua.

mappa-4-cavazzini

In questa prima mappa si vede un differente uso dell’acqua da parte dello stesso ibrido, in due zone dell’appezzamento che corrispondono al terreno lavorato a minima e a strip-till.

mappa-5-cavazzini

Come si vede dalla mappa, il mais su strip-till sta meglio e quindi ha un’attività fotosintetica maggiore del 10% rispetto al mais su minima lavorazione; di conseguenza utilizza meglio la stessa dose di acqua.

L’utilizzo diverso dell’acqua influenza la produzione finale

Questo diverso stato fisiologico avrà influenza sulla produzione, dal momento che il mais su strip in questo appezzamento ha prodotto 158, 3 ql/ha al 20% di umidità, mentre il mais su minima (su terreno più calpestato e dopo un forte attacco di diabotrica) ha prodotto 136,4 ql/ha.

Aquatek permette all’agricoltore di conoscere, attraverso un grafico che viene inviato su computer o iPad, l’andamento dell’umidità nel suolo e quindi determinare qual è il momento ideale per irrigare.

grafico-3-cavazzini

La linea azzurra indica la disponibilità di acqua nel suolo mese per mese e, come si vede, man mano che il mais assorbe, la presenza di acqua nel terreno diminuisce.

La linea verde indica il limite che non bisogna passare, cioè la cosiddetta “soglia di intervento irriguo”.

Nell’appezzamento di Cavazzini dedicato allo strip-till e alla minima sono stati necessari tre interventi irrigui, indicati nel grafico: dopo il 15 luglio, a inizio agosto e dopo Ferragosto. Appena si irriga, la linea azzurra sale verso l’alto.

Domani, nella prossima puntata, vi indicheremo come si possono sfruttare le mappe del suolo di Aquatek e di raccolta per programmare la semina del mais a dose variabile.

Endnotes:
  1. articolo di ieri: http://www.ilnuovoagricoltore.it/raccolta-del-mais-con-strip-till-e-minima-lavorazione-si-fa-piu-reddito/
  2. mappa del suolo: http://www.ilnuovoagricoltore.it/il-satellite-ci-comunica-lo-stato-della-coltura-e-indica-il-momento-ideale-per-irrigare/

Source URL: http://www.ilnuovoagricoltore.it/dalle-mappe-del-suolo-e-dalle-foto-satellitari-sappiamo-come-sta-il-mais-e-quando-ha-bisogno-di-acqua/