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Frumento: occorre combattere le resistenze ai graminicidi con interventi di pre-emergenza

Frumento: occorre combattere le resistenze ai graminicidi con interventi di pre-emergenza

Scagliola sterile (Phalaris paradoxa), Avena selvatica (Avena sterilis) e Loglio rigido (Lolium rigidum) sono le infestanti che hanno sviluppato negli ultimi anni popolazioni resistenti ai graminicidi di diverse famiglie chimiche a causa di una applicazione sistematica, per più di vent’anni quasi esclusiva, del diserbo di post-emergenza dei cereali vernini – tecnica tra l’altro sostenuta anche dai disciplinari di difesa integrata.

Le conseguenze di usare lo stesso meccanismo di azione

Così facendo, sia nei cereali sia nelle colture in successione non si è fatto altro che usare erbicidi con il medesimo meccanismo di azione che ha provocato la selezione di infestanti che via via hanno mostrato insensibilità all’intervento erbicida. Va sottolineato che la competizione che si può stabilire in conseguenza di trattamenti eseguiti tardivamente in post-emergenza porta a una riduzione in resa, per esempio della granella di frumento duro, che arriva anche al 22% in caso di intervento sino al secondo nodo, con un danno economico rilevante per l’agricoltore.

I danni che si stanno manifestando portano a rivisitare il concetto di solo post a favore di un impiego di diserbanti da impiegare anche in pre-emergenza per poter scegliere sostanze attive appartenenti a famiglie chimiche capaci di agire su siti differenti e quindi rallentare o impedire l’insorgere di popolazioni di malerbe resistenti.

I prodotti che funzionano meglio

L’Università di Bari, con un’équipe di ricercatori guidata da Pasquale Montemurro, ha svolto delle prove molto interessanti proprio per valutare l’efficacia di trattamenti di pre-emergenza sul frumento duro, soprattutto su inerbimenti di Loglio, Papavero e Veronica con prodotti a base di Triallate (p.a. di Avadex Factor) da solo e in miscela con Diflufenican a confronto con altri principi attivi in pre- e post-emergenza tra i più diffusi degli ultimi anni.

I risultati hanno portato alla conclusione che Avadex Factor in pre-emergenza (applicazione il 17 dicembre su semine effettuate il 12 dicembre) ha fornito i risultati migliori nel controllo delle infestanti e l’aggiunta di Diflufenican (dalla campagna 2015/2016 il nome del formulato commerciale Stopper varierà in Pressing 500) ha migliorato ulteriormente l’efficacia nei confronti delle infestanti graminacee e il controllo di infestanti dicotiledoni. Inoltre i trattamenti con questi prodotti hanno manifestato una totale selettività nei confronti del frumento duro.

Il trattamento di diserbo in pre-emergenza dei cereali autunno vernini con prodotti innovativi e con attrezzature adeguate permette di evitare l’insorgere di infestanti resistenti e garantisce al frumento di trascorrere senza competitori le prime fasi vegetative.

Il trattamento di diserbo in pre-emergenza dei cereali autunno vernini con prodotti innovativi e con attrezzature adeguate permette di evitare l’insorgere di infestanti resistenti e garantisce al frumento di trascorrere senza competitori le prime fasi vegetative.

I vantaggi del diserbo in pre-emergenza

Riassumiamo in conclusione i vantaggi offerti dai trattamenti di pre-emergenza dei cereali autunno-vernini:

  1. Intervento eseguito in un periodo di scarsa intensità lavorativa.
  2. Mette al riparo da avverse condizioni meteo che potrebbero rendere problematico l’intervento di post-emergenza.
  3. Consente di posizionare al meglio l’intervento fungicida primaverile liberandolo dal vincolo del diserbo di post-emergenza.
  4. Efficace contro le infestanti resistenti alle solfuniluree di post e contro la flora di sostituzione meno sensibile ai trattamenti di post.
  5. Elimina gli effetti fisiologici di competizione esercitata dalle infestanti nelle fasi iniziali del ciclo del cereale soprattutto nelle annate che favoriscono lo sviluppo anticipato delle malerbe.
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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