Frumento tenero e mais biologici, i conti non tornano

by Roberto Bartolini | Ottobre 13, 2021 5:40 pm

L’Unione europea ha stabilito che le superfici a biologico devono aumentare drasticamente nei prossimi 5-7 anni e quindi è opportuno chiedersi se questa scelta vada nella giusta direzione. Una sperimentazione poliennale, realizzata dall’Istituto Domenico Sartor di Castelfranco Veneto (Treviso), Agricola Grains e Coop Spazio e pubblicata sull’Informatore Agrario, confronta frumento e mais nella versione convenzionale (concia del seme, concimazione e diserbo con prodotti chimici) e nella versione biologica (concia con prodotti naturali, concimazione a base organica, diserbo meccanico).

I costi del frumento tenero

Ecco il costo totale delle operazioni colturali del frumento tenero:

Il costo dei mezzi di produzione:

In questo caso nel biologico pesano i costi del concime organico (800 kg/ha al costo di 256 euro per 101 unità di N/ha).

Frumento tenero: produzione e reddito

Il frumento biologico ha prodotto 4,97 t/ha contro 6,24 t/ha del convenzionale (+20%) a causa del minor numero di semi per spiga collegato ai minori apporti azotati. Si è inoltre notato che la granella biologica ha un minore contenuto proteico (-12%) e più elevati contenuti in rame e zolfi per i prodotti impiegati nella difesa.

Le tesi biologiche hanno evidenziato una maggiore incidenza di ruggine. Il reddito netto finale del biologico è risultato inferiore per le due varietà in prova (Rebelde e Ilaria) rispettivamente di -225 euro e di -180 euro/ha. Quindi il maggior valore della PLV non ha compensato i più elevati costi del biologico.

I costi del mais

Il costo totale delle operazioni colturali del mais:

I costo totale dei mezzi di produzione:

Il maggiore costo è imputabile al concime organico distribuito alla dose di 1000 kg/ha, con un costo di 375 euro per un totale di 142 unità di N/ha.

Nel mais biologico un grosso problema emerso nella sperimentazione è stata la gestione delle infestanti.

Mais: produzione e reddito

Il mais biologico ha prodotto nella media dei due ibridi 9,1 t/ha contro 12,5 t/ha del mais convenzionale (+27%). Il minor numero di piante alla raccolta del mais bio (-15%) va imputato alla minore efficacia della concia biologica. La produzione è risultata molto diversa nei due ibridi in prova.

L’Ibrido A (P1028) nel bio ha prodotto 10,7 t/ha e nel convenzionale 11,90 t/ha. L’ibrido B ( DKC 5830) nel bio ha prodotto 7,60 t/ha e nel convenzionale 13,0 t/ha. Quindi il reddito netto (grazie alla maggiore quotazione della granella bio) è a favore del bio per l’ibrido A (+375 euro/ha), mentre è inferiore di 742 euro/ha rispetto al convenzionale per l’ibrido B.

Due grossi problemi per il mais biologico

La sperimentazione ha evidenziato che nel mais biologico i due colli di bottiglia sono il controllo delle infestanti e la concia del seme, a cui si deve aggiungere il costo elevato dei prodotti organici a basso titolo di azoto. Riteniamo dunque che prima di allargare oltre misura le superfici a biologico occorra fare una profonda riflessione prima tecnica e poi politico-economica per evitare che il nostro paese si trovi tra qualche anno a dover aumentare ancora di più le importazioni di materie prime strategiche come i cereali.

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