Il ferrarese, terra di aratori, promuove la minima lavorazione col Kultistrip

Il ferrarese, terra di aratori, promuove la minima lavorazione col Kultistrip

«Nei lontani anni novanta sono stato tra i primi ad applicare le microdosi nel diserbo della bietola, quindi da sempre ho cercato tecniche che mettono d’accordo l’ambiente e la redditività». Nicola Gherardi del Fondo Bosca a Contropò (Ferrara) dopo trent’anni prosegue con convinzione e grande determinazione sulla strada dell’innovazione, nella lavorazione dei terreni con la minima al posto delle arature, e nell’applicazione dell’agricoltura di precisione per semina e concimazione.

Da sinistra (seduto), Nicola Gherardi intervistato nel corso della trasmissione televisiva Agri Informa dedicata a Fondo Bosca e all’attività di contoterzi dell’azienda Gherardi. A destra Sandro Battini, direttore commerciale di Kverneland Group Italia.

Il reddito può aumentare solo con la crescita culturale

«Solo se cresciamo dal punto di vista culturale – dice Gherardi – possiamo sperare di ottenere più reddito da colture estensive come mais, soia e cereali a paglia, che oggi coltiviamo su oltre 1500 ettari tra terreni di nostra proprietà e in conduzione. Oggi è indispensabile informarsi per poter fare impresa, non possiamo stare a testa china sulla terra e basta».

Quali sono i vostri investimenti tecnologici più recenti?

«Quest’anno abbiamo acquistato lo spandiconcime Kverneland GEOSPREAD TL, il Kverneland Kultistrip per la lavorazione a strisce e la seminatrice Kverneland Optima TF Profi e questo è avvenuto dopo che abbiamo partecipato agli incontri tecnici organizzati da Kverneland Group Italia. Infatti grazie a questi stages abbiamo capito finalmente con chiarezza che con queste attrezzature potevamo finalmente centrare i nostri obiettivi: più ambiente e più reddito».

L’agronomo aziendale è indispensabile

Si tratta di un salto agronomico notevole. Come lo avete affrontato?

«Per poter far rendere al massimo queste attrezzature altamente tecnologiche occorre avere in azienda un agronomo e noi abbiamo Filippo Borella. Siamo partiti da un’analisi di tutti i costi aziendali per capire su quali fronti si poteva intervenire per migliorare e dopo una valutazione attenta dei numeri abbiamo tracciato la nuova strategia operativa».

Da sinistra Filippo Borella (agronomo di Fondo Bosca e Azienda Gherardi), Agnese Zacchè (conduttrice di Agri Informa) e Sandro Battini.

«Se non disponiamo di tanti dati – prosegue Gherardi – non possiamo pensare di applicare l’innovazione, che nella nostra realtà si concretizza sulla lavorazione del terreno e su semina, concimazione e diserbo. Il secondo step è stata la mappatura del terreno, che insieme ai dati delle mappe di raccolta degli scorsi anni ci ha permesso di realizzare le prime mappe di prescrizione a dose variabile per seme e concime di copertura».

Schema dell’appezzamento oggetto della semina e della concimazione a dose variabile del mais.

Ecco i risultati delle analisi della mappatura del suolo, base di partenza per impostare le dosi variabili di seme e concime: scarica il pdf »

Conclude Gherardi: «È iniziato un nuovo percorso tecnico-economico e sono certo che ci darà grandi soddisfazioni, ma solo se saremo capaci di formare in maniera adeguata tutto il nostro personale. Perché oltre alle attrezzature intelligenti, gli uomini contano ancora tanto!».

È tempo ben speso quello per conoscere a fondo le macchine

Filippo Borella, agronomo dell’azienda, lei ha avuto il compito di mettere in campo le nuove attrezzature e i nuovi percorsi. Quali sono le sue prime impressioni?

«Per quanto riguarda la minima, il Kultistrip con la siccità di quest’anno è stato messo a dura prova sui terreni tenaci del ferrarese, ma se l’è cavata molto bene lo stesso e sta lavorando sulle stoppie dei cereali per preparare la terra ai secondi raccolti di mais. Si tratta di un’attrezzatura che necessita di opportune regolazioni in base alle caratteristiche del terreno dove si opera e per questo all’inizio occorre fare un po’ di prove per capire dove mettere le mani. Ma una volta imparato, si lavora ovunque con soddisfazione e con costi molto ridotti».

Il Kultistrip 6000 F dell’azienda Gherardi ha iniziato quest’anno a lavorare le difficili terre del ferrarese.

«Per quanto riguarda l’agricoltura di precisione – aggiunge Borella – come primo anno operiamo su una quarantina di ettari già mappati, sui quali abbiamo seminato a dose variabile (da 7,5 a 8,8 piante/mq) il mais SIV 6181 da trinciato. Si tratta di un appezzamento con una forte variabilità spaziale del suolo che la mappatura ha ben evidenziato, permettendoci di fare scelte mirate. Insieme al seme è stato distribuito a dose fissa di 15 kg/ha il geoinsetticida Trika Expert di Sipcam».

La mappa realizzata con Climate Field View per la prescrizione di semina a dose variabile.

La seminatrice Optima TF Profi per la semina del mais a dose variabile dotata di elementi di semina con due selettori per evitare doppie deposizioni. Inoltre il disco di semina ruota insieme alla distribuzione per garantire la massima precisione di deposizione.

«Successivamente sono state effettuate due concimazioni in copertura con urea sempre a dosi variabili», continua Borella. «La prima, con il mais a quattro foglie, a dose fissa di 200 kg/ha e la seconda, con mais a sette foglie, con dose variabile (vedi mappa) distribuendo la dose più elevata in corrispondenza delle zone a più alto investimento. Per quanto riguarda i secondi raccolti semineremo DKC 5530 e Simpatico, che ci hanno dato sempre ottimi raccolti».

La mappa di prescrizione di Climate Field View per il secondo giro di concimazione con urea a dose variabile con mais all’ottava foglia.

Lo stato della vegetazione il 28 maggio scorso, prima delle piogge di giugno, elaborato da Climate Field View.

«Per la realizzazione delle mappe di prescrizione occorre avere un po’ di dimestichezza con il programma, ma in generale non abbiamo incontrato grandi difficoltà, così come con il trasferimento degli ordini operativi sul computer di bordo», conclude Borella.

Il ruolo chiave del concessionario

Dunque anche nel ferrarese la minima lavorazione e l’agricoltura di precisione stanno finalmente trovando un po’ di spazio e di attenzione, anche per merito della concessionaria New Agri FM di Ferrara di Marco Gherardi, che da qualche anno ha sposato in pieno l’innovazione e sta facendo un grande lavoro sul territorio per la diffusione di attrezzature di alta tecnologia e contemporaneamente per cambiare la mentalità degli agricoltori, spesso troppo legati a un passato che non dà redditività.

Marco Gherardi della New Agri FM di Ferrara, concessionario Kverneland Group Italia.icol

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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