Irroratrici e ugelli: le scelte ecosostenibili

Irroratrici e ugelli: le scelte ecosostenibili

Secondo la direttiva UE n. 128 per l’uso sostenibile degli agrofarmaci, in estrema sintesi le irroratrici considerate “amiche dell’ambiente” devono:

1) avere dispositivi di comando e di controllo dell’erogazione azionabili dal posto di guida;
2) facilitare il preciso riempimento e il completo svuotamento per evitare ogni dispersione accidentale;
3) essere dotate di dispositivi che consentano una precisa e facile regolazione della dose di applicazione;
4) assicurare una distribuzione uniforme e una deposizione omogenea dell’agrofarmaco nelle zone bersaglio minimizzando la dispersione;
5) essere equipaggiate con ugelli e filtri contrassegnati in modo che la tipologia e la dimensione possano essere ben identificati.

Tutti i modelli che detengono un certificato Enama sono automaticamente rispondenti alle caratteristiche richieste dalla nuova normativa.

La scelta dell’irroratrice

Per la scelta dell’irroratrice è importante valutare la quantità di miscela che la macchina non è in grado di erogare, e quindi è bene documentarsi prima dell’acquisto per orientarsi su quei modelli che minimizzano il volume residuo non distribuibile (cioè non aspirato dalla pompa e che rimane nelle tubazioni). È buona norma anche impiegare irroratrici che consentano di raccogliere il liquido rimasto attraverso un rubinetto di scarico del serbatoio orientato in modo tale da impedire la contaminazione dell’operatore.

Per ottimizzare l’utilizzo delle miscele è bene dare preferenza a irroratrici dotate di dispositivi antigoccia sugli ugelli, che devono garantire che otto secondi dopo la chiusura delle valvole non ci sia più liquido che fuoriesca dagli ugelli. Da ciascun ugello non devono uscire più di 2 ml di liquido nei cinque minuti successivi. È importante anche la presenza di dispositivi che agevolano l’introduzione del prodotto fitosanitario nel serbatoio dell’irroratrice, cioè i premiscelatori e gli ugelli lava barattolo posti in corrispondenza del filtro a cestello nell’apertura principale del serbatoio, che consentono un risciacquo immediato del contenitore del prodotto fitosanitario esaurito. È inoltre preferibile optare per premiscelatori che consentano all’operatore di lavorare da terra senza doversi arrampicare sul serbatoio della irroratrice. I premiscelatori possono essere sia montati sull’irroratrice e alimentati dalla pompa della macchina, sia indipendenti e alimentati dalla rete idrica aziendale. Per ottimizzare l’uso delle miscele è altresì opportuno scegliere irroratrici con un sistema di agitazione che favorisca la buona miscelazione dei formulati e limita la formazione di depositi nel serbatoio.

Le irroratrici devono essere equipaggiate di un serbatoio di acqua pulita (lavamani) e prevedere la rapida e facile pulizia dei filtri. Importante è anche la presenza di un serbatoio lava impianto, che dovrebbe consentire di diluire il volume della miscela residua della macchina.

La scelta degli ugelli

Si elencano di seguito le varie tipologie di ugelli delle irroratrici, con le loro caratteristiche in modo da consentire la scelta migliore per le proprie esigenze.

Gli ugelli a ventaglio

Gli ugelli a ventaglio (o fessura), oggi i più usati, possono essere convenientemente utilizzati per tutti i tipi di trattamento regolando opportunamente la pressione di esercizio: tra 4 e 5 bar per ottenere una polverizzazione fine (gocce di diametro medio inferiore a 200 micron) e tra 1,5 e 2,5 bar per una polverizzazione media (200-400 micron). In sostituzione degli ugelli a cono si possono utilizzare polverizzatori a doppio ventaglio, di introduzione relativamente recente, caratterizzati da due punte di spruzzo che producono altrettanti getti a ventaglio divergenti, uno inclinato in avanti e uno indietro rispetto alla direzione di avanzamento, e che consentono una migliore penetrazione delle gocce (come si avrebbe con l’ugello a cono) mantenendo il diagramma di distribuzione regolare tipico dell’ugello a ventaglio.

Sono da ricordare anche gli ugelli specifici per l’irrorazione a bande (tipo Even), la cui impronta a terra del getto è a forma rettangolare anziché lenticolare come nel caso degli ugelli a ventaglio normali; e gli ugelli di fine barra, a getto tagliato, specifici per l’operatività lungo i bordi dell’appezzamento.

Gli ugelli a specchio e i portaugelli multipli

Per i trattamenti su terreno nudo o allagato, o per la distribuzione di concimi liquidi, si prestano bene gli ugelli a specchio, che operano a pressioni molto basse (1-2 bar) creando gocce molto grosse, praticamente insensibili alla deriva. Il getto, ampio e a forma di trapezio, consente di disporre gli ugelli distanziati di 100 cm lungo la barra e di operare a bassi volumi, senza problemi di intasamento dell’ugello e mantenendo una buona uniformità di distribuzione trasversale.

In ogni caso, è sempre opportuno dotarsi di portaugelli multipli – a tre o quattro posti – per poter effettuare rapidamente il cambio di ugelli adeguando la distribuzione alle esigenze del momento. Esistono anche portaugelli multipli azionati elettronicamente, ma sono estremamente costosi.

Gli ugelli antideriva

Negli ultimi anni i problemi di inquinamento conseguenti alla deriva dei prodotti fitosanitari hanno portato allo sviluppo di ugelli denominati “antideriva”, inizialmente concepiti per l’uso sulle barre per le colture erbacee dove sono oggi largamente usati. Questi polverizzatori sono progettati in modo da aspirare aria, tramite un condotto di Venturi ricavato nel corpo dell’ugello, e miscelarla sotto forma di minuscole bolle al liquido in uscita, ottenendo così gocce più grosse contenenti bolle d’aria al loro interno, da cui la denominazione di ugelli a inclusione d’aria. Tale caratteristica è finalizzata alla riduzione della frazione di gocce molto fini propria dei tradizionali ugelli a pressione idraulica, e quindi della quota di goccioline maggiormente soggette a essere disperse nell’ambiente a opera del vento. In questo caso, per il corretto funzionamento dell’ugello è generalmente necessario aumentare di qualche bar la pressione di esercizio rispetto ai corrispondenti ugelli tradizionali.

Consigli per i trattamenti fitosanitari

Ad ogni trattamento fitosanitario è importante seguire le seguenti indicazioni:

  • Selezionare e impiegare la tipologia e la dimensione dell’ugello tenendo conto delle caratteristiche del prodotto fitosanitario, del tipo di avversità, della coltura, delle condizioni meteorologiche e dei rischi di deriva e di contaminazione delle aree adiacenti a quella trattata.
  • Per le colture erbacee, quando possibile, utilizzare ugelli di fine barra per trattare i margini del campo.
  • Assicurarsi che i getti erogati dagli ugelli non colpiscano parti dell’irroratrice, in quanto possono determinare il gocciolamento a terra della miscela fitoiatrica causando quindi contaminazione puntiforme.
  • Impiegare volumi di distribuzione adeguati in funzione del tipo di trattamento.
  • Per volumi elevati, ottimizzare la ritenzione del prodotto fitosanitario sulla superficie del bersaglio per evitare fenomeni di gocciolamento.
  • Ridurre al minimo la frazione di gocce molto fini (minori di 100 millimicron) per prevenire la deriva.
  • Non eccedere nella concentrazione di prodotto fitosanitario nella miscela oltre i limiti riportati in etichetta.
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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