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La Pac incide per il 27% sui redditi netti delle aziende agricole

La Pac incide per il 27% sui redditi netti delle aziende agricole

I pagamenti diretti della Pac contribuiscono in maniera determinante a mantenere in vita 7 milioni di aziende agricole europee. Lo conferma un’indagine svolta dall’equipe dell’agronomo Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia sulla base dei dati Rica (Rete di informazione contabile agricola).

«Uno studio su un campione di 10.305 aziende italiane – spiega Frascarelli – mette in evidenza come l’attuale Pac incida per circa il 27% sul reddito netto delle aziende, tenendo conto dei pagamenti diretti e di quelli a superficie (misura 10 “Agroambiente”, misura 11 “Agricoltura biologica” e misura 13 “Indennità compensativa”)».

I pagamenti diretti sono determinanti

Frascarelli, in quale misura variano queste quattro componenti?

«La parte del leone la fanno i pagamenti diretti che incidono per il 21%, mentre il restante 6% riguarda le misure del secondo pilastro. Va rilevato che ci sono differenze molto importanti tra i vari settori produttivi e anche in ambito regionale».

Facciamo qualche esempio…

«Pac e secondo pilastro incidono molto poco sui redditi per le aziende ortofloricole (solo l’1%), mentre per chi fa seminativi l’incidenza sale al 53% sul reddito netto, un dato molto significativo. Anche nei settori zootecnici l’incidenza è rilevante, con percentuali superiori al 30% del reddito netto».

E come varia a livello regionale?

«La Pac incide sui redditi in maniera inferiore alla media nazionale in Trentino (8%), Liguria (10%) e Alto Adige (12%), mentre in Valle D’Aosta incide per il 49%, in Calabria per il 54% e in Umbria per il 63% dei redditi netti delle aziende agricole».

Quando è determinante la Pac per chi fa seminativi?

«In Piemonte e Lombardia la Pac ha un’incidenza molto alta sui redditi dei seminativi, arrivando a coprire dal 66 all’83%, evidenziando come la maggior parte dei redditi agricoli dipenda proprio dai finanziamenti comunitari. Se la Pac scomparisse, anche le coltivazioni di cereali, oleaginose e proteoleaginose rischierebbero di scomparire».

Si parla tanto di un forte cambio di rotta per la prossima Pac con il superamento dei titoli. Cosa comporterebbe questa scelta sul valore dei titoli?

«Se l’Italia adotterà un pagamento uniforme per ettaro di 309 euro/ha senza titoli, i seminativi avrebbero una riduzione molto consistente del valore dei titoli pari al 19%, mentre altri settori produttivi se ne avvantaggerebbero».

In definitiva, l’abbandono dei titoli a favore di un pagamento unico livellato sarà uno dei temi più caldi delle discussioni dei prossimi mesi. È un sistema che porterebbe una semplificazione notevole alla gestione della Pac oltre a costringere molti agricoltori, quelli con titoli alti e che si accontentano della Pac, a imboccare finalmente la strada dell’innovazione. «Ma c’è anche da dire che – conclude Frascarelli – con i pagamenti unici alcuni settori chiave come latte e grano duro, a causa della riduzione rilevante dei sostegni, si troverebbero in crisi con il rischio di abbandonare l’attività».

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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