Mais zootecnico, il biocontrollo dell’Aspergillus con il suo nemico naturale

by Roberto Bartolini | Aprile 19, 2019 9:06 am

Le aflatossine del mais – ma solo per quello da granella, pastone e insilato destinato all’uso zootecnico – possono essere combattute con un metodo “biologico” e naturale: il prodotto si chiama AF-X1 ed è commercializzato da Pioneer. Si tratta di spore di Aspergillus flavus selezionate per la loro incapacità di produrre le tossine e che possono competere nelle condizioni ambientali italiane con i ceppi tossigeni, eliminandone la pericolosità.

La lotta biologica tra buoni e cattivi

Dunque si tratta di una lotta tra due Aspergillus, dove quello buono batte sempre quello cattivo. Le spore dell’Aspergillus non tossigeno vengono veicolate da semi di sorgo devitalizzati, cioè incapaci di germinare, che fungono da substrato di crescita.

Dose ed epoca di distribuzione in campo

La distribuzione di AF-X1 al dosaggio di 25 kg/ha, corrispondenti a due dosi ad ettaro, va effettuata con lo spandiconcime oppure equipaggiando la sarchiatrice con un distributore di prodotto granulare a regolazione continua. Il periodo ideale per la distribuzione di AF-X1 corrisponde alla fase fenologica di 5 foglie vere. Si può intervenire anche più tardivamente, ma comunque almeno 15 giorni prima della fioritura.

Indice molto elevato di efficacia

Le esperienze degli agricoltori che hanno provato il prodotto indicano che la riduzione di contaminazione rispetto alle porzioni di campo non trattate arrivano al 90% e in certi casi anche al 95%.

Il trattamento con AF-X1 deve essere segnalato sulla bolla di conferimento della granella all’essiccatoio, in modo da poter garantire la tracciabilità dell’uso zootecnico e quindi consentirne la separazione dalle partite non trattate.

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