Pac 2021-2027, ecco come cambierà il secondo pilastro dei PSR

Pac 2021-2027, ecco come cambierà il secondo pilastro dei PSR

Se guardiamo cosa bolle in pentola per la prossima programmazione Pac 2021-2027, dovremmo cominciare a preoccuparci, dato che dovremo prepararci immediatamente ad affrontare una nuova stagione. Ciò riguarda in particolare il secondo pilastro della Pac, quello cioè dei PSR regionali che mettono a disposizione ingenti risorse per gli agricoltori (e che ancora una volta il nostro paese sta utilizzando solo in minima parte).

In realtà la Commissione europea, come ha riportato Ermanno Comegna sull’Informatore Agrario, sta introducendo tanti e tali cambiamenti che, se le istituzioni nazionali e regionali riuscissero a interpretarli in modo innovativo e virtuoso, ne deriverebbero notevoli vantaggi per i nostri agricoltori. Ma per fare questo, prima di tutto occorre selezionare le esigenze più impellenti degli agricoltori, scegliere in modo mirato le priorità e utilizzare i pochi interventi disponibili in maniera intelligente e mirata. Facile a dirsi e difficile da mettere in pratica per il nostro Mipaaf e gli enti regionali, di solito poco inclini a delineare le misure nell’ottica di una visione strategica della nostra agricoltura.

Non ci saranno più 21 PSR regionali

La prima grossa novità è che non ci saranno più 21 PSR delle Regioni, più uno nazionale e uno per la Rete Rurale: bensì ci sarà un solo testo che coprirà tutti gli interventi.

Seconda novità: l’Unione europea non definisce più, come è accaduto nell’attuale programmazione, il menù delle singole misure e sottomisure previste; quindi saranno i singoli Paesi a declinarli, dettagliarli e articolarli in modo creativo e aderente alle esigenze e priorità dei sistemi agricoli e dei territori.

Otto aree di intervento per lo sviluppo rurale

Elenchiamo qui di seguito le linee programmatiche stabilite nella proposta per la nuova Pac della Commissione europea, che dovranno essere discusse e definite in maniera compiuta nei prossimi mesi.

Intervento sugli investimenti. Vengono finanziati investimenti materiali e immateriali. I giovani agricoltori ricevono un trattamento privilegiato e per la prima volta solo per loro è prevista come spesa ammissibile l’acquisto di terreni. L’aliquota massima di sostegno può arrivare al 75% dei costi ammessi.

Intervento sull’insediamento dei giovani e l’avvio di nuove imprese rurali. Sulla base della presentazione di un dettagliato piano aziendale, l’aiuto è concesso in forma forfettaria e può arrivare a 100.000 euro. È possibile combinare l’aiuto a fondo perduto con l’uso di strumenti finanziari.

Intervento per impegni ambientali, climatici e altri in materia di gestione. Si tratta di pagamenti per ettaro o per capo riservato agli agricoltori che si impegnano per 5 o 7 anni su determinate azioni quali:

  • agricoltura conservativa, produzioni integrate;
  • adozione o mantenimento di produzione biologica;
  • servizi silvo-climatico-ambientali;
  • premi per foreste;
  • benessere animale;
  • conservazione uso e sviluppo sostenibile delle risorse genetiche.

 

Intervento sulla cooperazione. I sostegni possono andare in diverse direzioni, quali:

  • progetti dei Gruppi Operativi Pei Agri;
  • iniziative Leader;
  • regimi di qualità;
  • gruppi di produttori;
  • azioni ambientali collettive;
  • filiere corte e mercati locali;
  • progetti pilota;
  • progetti di sviluppo locale.

 

Intervento sullo scambio di conoscenze e informazione. Si tratta delle attuali misure 1 e 2 dei PSR regionali, in gran parte oggi disattese. Ancora una volta si finanziano i costi di formazione e di consulenza rivolte alle aziende agricole con contributi pari al 75% dei costi ammissibili.

Intervento per i vincoli naturali. Si tratta di pagamenti per ettaro riservati ad agricoltori con superfici soggette a particolari vincoli.

Intervento sugli svantaggi territoriali derivanti da requisiti obbligatori. Riguarda agricoltori che hanno superfici aziendali in zone sottoposte a vincoli legate alle direttive “protezione uccelli, protezione habitat e piano di gestione dei bacini idrografici”.

Queste dovrebbero essere le linee generali predisposte dall’Europa. Sulla base di queste il nostro paese deve impostare i nuovi PSR 2021-2027. Per evitare gli errori del passato occorre dunque un forte salto di qualità e di professionalità da parte delle nostre istituzioni, altrimenti non sfrutteremo ancora una volta una montagna di euro che torneranno regolarmente al mittente, con un danno incalcolabile per i nostri produttori agricoli.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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