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Pac: Comuni, banche e aeroporti dal 2018 sono considerati agricoltori attivi

Pac: Comuni, banche e aeroporti dal 2018 sono considerati agricoltori attivi

Dal 2015 al 2017 la normativa Pac comprendeva una cosiddetta “black list” che escludeva dai pagamenti diretti della Pac i seguenti soggetti: aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari, terreni sportivi e aree ricreative, banche e finanziarie, società immobiliari e di assicurazione, pubblica amministrazione. Dal 1° gennaio 2018 questa black list è stata eliminata, quindi tutti i soggetti sopraindicati possono beneficiare dei pagamenti diretti.

La cancellazione della black list è stata inserita nel regolamento Omnibus del 4 aprile 2018, che contiene una serie di modifiche alla precedente normativa Pac.

Angelo Frascarelli, in un suo recente intervento su Terra e Vita, porta l’esempio di un Comune che sino al 2017 aveva terreni destinati al riposo ventennale e che ora sono liberi. Nel 2018 il Comune non dispone di titoli, ma può fare domanda Pac, ammesso che il Comune sia agricoltore attivo e quindi disponga di partita Iva agricola codice ATECO 01.

Il Comune in questione non può accedere alla riserva nazionale come fattispecie B “nuovo agricoltore”, in quanto svolgeva attività agricola da 20 anni e beneficiava del riposo ventennale dei terreni, ma può invece presentare la domanda di accesso alla riserva nazionale nella fattispecie C per gli ettari a riposo ventennale il cui impegno è scaduto. Infatti la fattispecie C prevede che possono presentare domanda di accesso alla riserva nazionale gli agricoltori che detengono:

  • superfici situate in zone classificate montane;
  • superfici soggette a programmi di ristrutturazione e sviluppo connessi a un intervento pubblico.

Il riposo ventennale rientra nelle superfici soggette a programmi di ristrutturazione e sviluppo.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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