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Pac, no ai fitosanitari sulle superfici Efa: ecco tutte le possibili soluzioni operative

Pac, no ai fitosanitari sulle superfici Efa: ecco tutte le possibili soluzioni operative

Questa Pac continua a bastonare gli agricoltori, e così dal 1° gennaio 2018 sarà vietato utilizzare prodotti fitosanitari sulle colture azotofissatrici inserite nella domanda Pac come aree ecologiche (Efa). Il colpo mortale lo subisce la soia, che proprio sulle Efa aveva trovato una sua collocazione perfetta e offriva anche qualche euro all’agricoltore anche grazie all’aiuto accoppiato.

E ora che si fa? «Rimangono due strade», sostiene l’agronomo Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia:

  1. utilizzare l’erba medica, che si coltiva anche senza diserbo chimico;
  2. utilizzare gli elementi caratteristici del paesaggio come siepi, alberi in filari, fasce tampone, bordi dei campi, fossati, vegetazione ripariale, eccetera, che sinora sono stati poco utilizzati nelle domande Pac.

«Un chilometro di fossati, compresi i corpi di acqua aperti per irrigazione e drenaggio, con un fattore di conversione 5 e di ponderazione 2, generano un ettaro di Efa», spiega Frascarelli.

Ma in realtà una “scappatoia” esiste, e l’abbiamo anticipata nei giorni scorsi: se per esempio nella domanda Pac abbino alle superfici Efa il pisello proteico o un erbaio, e a giugno – dopo che ho raccolto queste colture – semino soia di secondo raccolto, su questa coltura posso applicare il diserbo come sempre è stato fatto. Per maggiori dettagli su questa possibilità, clicca qui per leggere l’articolo precedente.

Inoltre c’è la novità dei miscugli. Spiega ancora Frascarelli: «C’è la possibilità di utilizzare sulle Efa miscugli di colture azotofissatrici e altre piante, come per esempio gli erbai autunnali di leguminose e graminacee. Si tratta di erbai che non vanno diserbati e che possono rientrare nelle diete delle aziende zootecniche».

Ma come devono essere questi miscugli? Esiste il criterio di predominanza? «La predominanza riguarda il numero delle piante in campo – precisa Frascarelli – che deve essere per almeno il 51% costituita da colture azotofissatrici. Il problema sta poi nel controllo da parte di Agea, che non ha ancora stabilito i criteri. È consigliabile conservare il cartellino della semente, che può essere lo strumento utile per giustificare la predominanza delle azotofissatrici nel miscuglio nel caso ci sia un controllo».

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all’Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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4 commenti

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  1. Bruno 74
    Bruno 74 11 ottobre, 2017, 11:03

    Buongiorno,vorrei sapere se nel mese di ottobre corrente anno (2017 ) sulle aree EFA,dovessi
    seminare del pisello proteico posso diserbarlo in pre-emergenza visto che il divieto partirà da 1 gennaio 2018? Grazie.

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    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 13 ottobre, 2017, 22:01

      A norma di legge il pisello proteico abbinato alle Efa può essere diserbato nel 2017. Tenga presente che lo può seminare anche a febbraio 2018, senza trattamenti fitosanitari, e raccoglierlo a fine ciclo e poi seminare mais o soia di secondo raccolto potendo diserbare queste seconde colture.

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  2. Luca
    Luca 13 ottobre, 2017, 11:13

    Professor Bartolini avrei una domanda. Un fossato di confine può essere utilizzato come elemento caratteristico del paesaggio?

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    • Roberto Bartolini
      Roberto Bartolini Autore 16 ottobre, 2017, 08:01

      Nella tabella che abbiamo pubblicato è scritto “fossati”, tuttavia se il fossato non è tutto nella sua proprietà sarebbe opportuno rivolgersi al CAA o alla sua organizzazione professionale per sapere come va considerato, cioè in parte oppure in toto.

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