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”Pac post 2020: i pagamenti diretti sono salvi, ma con molte modifiche”

”Pac post 2020: i pagamenti diretti sono salvi, ma con molte modifiche”

Come sarà la nuova Pac post 2020? Il commissario europeo Phil Hogan ha presentato nei giorni scorsi un documento che tratteggia nelle sue linee generali gli obiettivi principali della futura Pac. Lo commentiamo con Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia (nella foto), agronomo tra i massimi esperti di Pac in Italia, che abbiamo intervistato.

Angelo Frascarelli, la nuova Pac sarà molto diversa dall’attuale?

«Il sostegno al reddito degli agricoltori attraverso i pagamenti diretti viene confermato, così come le misure di mercato rappresentate oggi dall’Ocm unica. La novità più rilevante riguarda la gestione dei rischi connessi alla volatilità dei prezzi e ai cambiamenti climatici, anche se al momento non sono stati chiariti gli strumenti con cui verrà attuata».

I pagamenti diretti sono tanto criticati ma sono salvi, come mai?

«I pagamenti diretti costituiscono il 46% del reddito degli agricoltori europei, con 7 milioni di aziende agricole che contribuiscono a mantenere in essere l’agricoltura in tutta l’Unione con i vari benefici associati di tipo economico, ambientale e sociale. Il reddito agricolo è di gran lunga inferiore rispetto alle retribuzioni del resto dell’economia; in Italia, per esempio, le retribuzioni nel resto dell’economia sono di circa 29.000 euro per lavoratore a tempo pieno, mentre nel settore agricolo raggiungono appena 18.000 euro ad agricoltore Se non ci fosse il sostegno della Pac, il reddito per agricoltore scenderebbe al di sotto di 13.000 euro».

I pagamenti diretti attuali sono fonte di parecchie disuguaglianze. Verranno sanate con la nuova manovra?

«Secondo la Commissione europea, si dovrebbe garantire un sostegno più equo e più mirato al reddito degli agricoltori, tramite i seguenti criteri:

  • un livellamento obbligatorio dei pagamenti diretti, tenendo conto del lavoro per evitare gli effetti negativi sull’occupazione;
  • pagamenti decrescenti, in modo di ridurre il sostegno per le aziende agricole di grandi dimensioni;
  • concentrare maggiormente l’attenzione su un pagamento ridistributivo per poter fornire sostegno in modo mirato, per esempio alle aziende agricole di piccole e medie dimensioni;
  • assicurarsi che il sostegno sia mirato agli agricoltori veri e propri, ossia quelli che esercitano un’attività agricola per guadagnarsi da vivere.

La Commissione introduce un concetto nuovo: tener conto del lavoro per evitare gli effetti negativi sull’occupazione. In altre parole, i pagamenti potranno rimanere differenziati per le aziende che assorbono maggiore occupazione. Per esempio, un’azienda a cereali riceverà pagamenti diretti più bassi di un’azienda zootecnica o di un’azienda frutticola, in virtù della maggiore capacità di generare lavoro».

Quindi verranno penalizzate le aziende di maggiori dimensioni?

«In un certo senso sì, anche perché la Commissione Ue propone di concentrare i pagamenti sulle aziende agricole di piccole e medie dimensioni attraverso un pagamento ridistributivo. In altre parole, si tratta di un’incentivazione per le piccole e medie aziende agricole, per esempio tramite in pagamento aggiuntivo per i primi 30 ettari. Con la degressività, il capping e il pagamento redistributivo, la Commissione intende rispondere alla critica sulla distribuzione del sostegno della Pac, per cui il 20% degli agricoltori riceve l’80% dei pagamenti».

Diamo una definizione della futura Pac.

«Rispetto alla Pac attuale, ci sono molte nuove parole chiave: crescita intelligente, cambiamenti climatici, occupazione, bioeconomia, migrazioni, innovazione, economia digitale, cibo e salute. Altro obiettivo è una Pac più semplice, che vuol dire anche una Pac più efficace: la Pac deve insomma promuovere un settore agricolo “smart” (intelligente) e resiliente, sostenere la cura per l’ambiente e l’azione per il clima, e stimolare la crescita e l’occupazione nelle aree rurali. La futura Pac dovrà altresì promuovere maggiori sinergie con le politiche di ricerca e innovazione per promuovere l’innovazione».


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2 commenti

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  1. falchi95
    falchi95 6 gennaio, 2018, 08:38

    quindi l’agricoltore attivo non esiste più e chi non è agricoltore a titolo principale non prende niente ?

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