Pac: quando e come si determina la coltura diversificante

by Roberto Bartolini | Giugno 17, 2019 7:53 am

Su sollecitazione di alcuni agricoltori, torniamo sulla questione della “coltura diversificante” della Pac per spiegare nel dettaglio come funziona.

Per quanto riguarda la presenza di più colture, la Pac stabilisce che le aziende da 15 a 30 ettari a seminativo debbono avere almeno due colture e quelle con oltre 30 ettari devono avere almeno tre colture, con la coltura principale che copre al massimo il 75% della superficie.

Il periodo nel quale Agea identifica le colture presenti in azienda ai fini della diversificazione va dal 1° aprile al 9 giugno, prendendo in considerazione le colture seminate o coltivate nel detto periodo di riferimento, che rappresenta la parte più significativa del ciclo colturale comprendendo sia le colture seminate nell’autunno precedente che sono a fine ciclo e sia quelle in semina primaverile. Il periodo di riferimento è quel periodo all’interno del quale deve essere rilevata la coltura diversificante e se sono presenti due o più colture dal 1° aprile al 9 giugno, la coltura diversificante è quella con un periodo di coltivazione più lungo, facendo un conteggio per ciascuna coltura.

Il conteggio in giorni però non è l’unico criterio di giudizio, perché occorre tenere conto anche delle pratiche colturali tradizionali nel contesto nazionale. Tradotto dal burocratese, ciò significa per esempio che, soprattutto nelle aree vocate, il mais da granella è sempre considerato la coltura diversificante, a meno che non sia di secondo raccolto. Lo stesso vale nel caso del pomodoro da industria, che è sempre coltura diversificante soprattutto se segue una coltura da sovescio come il favino.

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