Spandiconcime Kverneland

Riso: come usare l’agricoltura di precisione per una coltura perfetta

Tanti agricoltori sono convinti di conoscere a menadito ogni angolo della loro terra, ma si tratta di una conoscenza approssimativa e non fondata su dati oggettivi. E dire che la variabilità dei terreni italiani è una delle più alte al mondo: da un metro all’altro, la terra può cambiare completamente. E allora come si fa?

La soluzione è la mappatura del suolo, che oggi è un servizio fornito da alcune aziende, tra le quali la società specializzata Agrisoing che è, a nostro avviso, quella dotata di maggiore professionalità e competenza.

L’esempio del riso Carnaroli a Borgo Libero

Prendiamo un caso pratico: la semina del riso Carnaroli nell’azienda Borgo Libero delle cinque sorelle Tovo (vedi articolo precedente), che nel 2018 hanno adottato l’agricoltura di precisione attraverso la società Speziali Antenore di Borgoferraro (Mantova).

«La mappa realizzata da Agrisoing – dice l’agronomo Bruno Agazzani – fa vedere che su 12 ettari ci troviamo di fronte a cinque diverse tipologie di suolo. Abbiamo due zone critiche: la rossa, con terreno più povero di tipo sabbioso e calcareo, e la blu, che rappresenta una zona asfittica, argillosa e ricca di sostanza organica. Le zone più estese, quelle verdi e gialle, indicano infine un terreno di medio impasto».

Bruno Agazzani mostra la mappa di Agrisoing dove vengono evidenziate, con colori diversi, cinque diverse tipologie di suolo.

Dalla mappa del fosforo la concimazione a dose variabile

Date queste differenze, come si procede con le decisioni sulla concimazione e sulla semina?

«Analizziamo la mappa del fosforo assimilabile. Ci dice che ci sono due zone, una blu e una viola, dove c’è una forte carenza di fosforo. Sappiano che il fosforo è decisivo per una pronta e completa emergenza del riso, quindi occorre porre rimedio a questa carenze di base del suolo attraverso un piano di concimazione a dose variabile, che preveda dosi maggiori di fosforo dove questo elemento è carente».

La mappa del fosforo, dove si notano notevoli differenze a seconda delle diverse zone dell’appezzamento.

«La mappa di prescrizione del fosforo per l’azione correttiva ci indica le tre dosi variabili: 200 kg/ha per l’area verde scura dove maggiori sono le carenze, 140 kg/ha nella zona verde chiaro con carenza media e 50 kg/ha di fosforo dove c’è già una certa dotazione di fosforo nel suolo», prosegue Agazzani.

La mappa di prescrizione del fosforo, che prevede tre differenti dosi da distribuire nelle diverse aree contraddistinte da diverse colorazioni.

Dalla mappa dei carbonati attivi si definisce la semina a dose variabile

E per quanto riguarda la dose di seme?

«In questo caso è la mappa del calcare attivo o dei carbonati attivi che ci guida. Vediamo che i colori rosso-giallo indicano le aree dove il calare è molto elevato, mentre il colore verde identifica le aree dove il tasso di calcare è medio. Dato che il riso non accestisce in presenza di elevati tassi di calcare attivo, è evidente che in queste zone occorre aumentare la dose di seme».

La mappa dei carbonati attivi, che evidenzia diversi livelli di calcare in zone diverse dell’appezzamento.

«E infatti, nelle aree verde scuro indicate nella mappa di prescrizione “Riso 2018”, la dose di seme è di 260 kg/ha; nella zona gialla la dose di seme scende a 200 kg/ha e infine nell’area rossa, dove la presenza del calcare è bassa, la dose di seme scende ancora a 170 kg/ha».

La mappa di prescrizione per la semina a dose variabile del riso, tenendo conto della diversa dotazione di calcare del suolo.

Semina e concimazione variabile con Kverneland

Concime e seme come sono stati distribuiti?

«Abbiamo utilizzato lo spadiconcime Kverneland Exacta TL GEOSPREAD con terminale Isomatch Tellus, dove sono state inserite le due mappe di prescrizione, una per il seme e l’altra per il concime. Quindi la semina, anziché con la seminatrice, è stata effettuata con lo spandiconcime e il risultato è eccellente».

Semina e concimazione a dose variabile del riso Carnaroli nell’appezzamento dell’azienda Borgo Libero sono state effettuate con lo spandiconcime Kverneland Exacta TL GEOSPREAD.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.



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2 commenti

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  1. Miki
    Miki 28 luglio, 2018, 16:47

    Buongiorno!! Una curiosità..ma la semina con lo spandiconcime è stata effettuata in asciutto? Grazie

    Rispondi a questo commento
  2. Nese Pierluigi
    Nese Pierluigi 24 agosto, 2018, 11:20

    Io sono stupido ma la redistribuzione degli aiuti va sempre ad aiutare sempre az agricole grosse quindi così moriranno migliaia di piccole az con perdita di quasi 1000000 di posti lavoro mi rispondete?

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