Vegetali senza glutine, si tornano a coltivare i terreni abbandonati

amoenus

«La nostra avventura inizia quattro anni fa, quando sulle colline di Mosciano Sant’Angelo, in provincia di Teramo, andiamo in cerca di terreni in affitto. Troviamo un primo lotto di 3 ettari al quale se ne aggiunge un secondo, per un totale di circa 9 ettari. Ma ci sono voluti due anni per rendere coltivabili questi poderi abbandonati da decenni, sottoponendo i terreni a un’operazione di bonifica e di decontaminazione, molto complesse e radicali». Il sogno di Giada Zanatta e del marito Gaetano finalmente si avvera e questi due giovani talentuosi e pieni di idee mettono a coltura i primi ettari con avena, ceci e fave in regime biologico e danno vita ad Amoenus.

Giada Zanatta col marito Gaetano e la figlia

Amoenus, la felicità di coltivare

«Il nome della nostra attività, “Amoenus”, significa luogo felice, sereno, ameno, come sono queste magnifiche colline», spiega Zanatta. «Abbiamo scelto di lavorare con alimenti naturalmente privi di glutine, adatti a qualsiasi regime alimentare, a partire dallo svezzamento. Il nostro obiettivo è valorizzare questi meravigliosi terreni di collina che guardano il mare Adriatico per offrire un cibo sano e gustoso. Crediamo fermamente che in Italia esista una ricchezza di proposte vegetali sane e nutrienti che aspettano solo di essere riscoperte da un consumatore che è alla ricerca di alternative al cibo omologato della grande distribuzione».

Le paste di ceci e fave

Perché la famiglia Zanatta ha scelto di coltivare ceci, fave e avena? Risponde Giada: «Con i ceci e le fave proponiamo al consumatore due tipologie di pasta a base vegetale e priva di glutine, le caserecce di ceci e i rigatoni di fave, che vengono prodotti con le nostre materie prime dal pastificio Montemonaco di Amandola utilizzando una macina a pietra e con un processo di pastificazione sottovuoto utilizzando farina cruda di un solo legume per volta insieme all’acqua purissima dei Monti Sibillini. Con l’avena vogliamo proporre al mercato sia un alimento in chicchi da cuocere sia la farina, che è molto richiesta dai mulini. L’avena è un prodotto naturalmente senza glutine, ma per mantenerlo tale occorre la massima attenzione in fase di raccolta, al fine di evitare contaminazioni».

Le tre confezioni di pasta di ceci e fave di Amoenus

Coltivazioni biologiche e sostenibili

Quello di Amoenus è un percorso colturale all’insegna della sostenibilità più totale. «Per garantire un raccolto di qualità – continua Giada – adottiamo pratiche agricole sostenibili come la rotazione delle colture, il sovescio, la falsa semina e la conservazione della biodiversità esistente. Il nostro obiettivo è lavorare in simbiosi con un ecosistema complesso, minimizzando le interferenze e stimolando la risposta immunitaria naturale delle piante ai patogeni».

Coltivazione di avena biologica
Le fave vengono in parte vendute fresche e in parte destinate alla pastificazione

«Cerchiamo di scegliere le specie più adatte alle condizioni climatiche attuali. Seminiamo in periodi diversi dell’anno per sfruttare le piogge o i periodi di siccità, che purtroppo sono diventati meno prevedibili», sottolinea Zanatta. «Nessuno dei nostri appezzamenti produce rese record, perché non è questo il nostro obiettivo. Noi ci impegniamo a produrre alimenti nutrienti con un basso impatto ambientale. La nostra priorità è la sostenibilità, non la quantità».

Vigneti e olivi secolari rivitalizzati

Nei due poderi presi in affitto, Giada e Gaetano hanno trovato anche un vecchio vigneto che si estende su 5000 metri quadri di Montepulciano e Trebbiano e 120 magnifiche piante di olivi secolari.

Il vigneto di Montepulciano coltivato in regime biologico

Non si poteva certo rimanere con le mani in mano di fronte a tanta bellezza della natura, e così Giada e Gaetano hanno ridato vita al vigneto e raccolto anche 35 quintali di olive, per proporre al consumatore olio extravergine e vino di alta qualità e biologico.

Gli olivi secolari sono stati rivitalizzati con un importante lavoro di pulizia e di riforma

Olii extravergini e due vini del territorio

«Il nostro olio extravergine di oliva è il risultato dell’unione di più varietà di olive», spiega Giada. «Mantenendo una base di Tortiglione (70%) al suo interno si possono trovare anche altre sfumature del territorio: Carboncella, Dritta e Frantoio sono tre varietà del centro-sud Italia, conosciute per dare olii eleganti e mediamente intensi».

L’olio extravergine di Amoenus, delicato, con un giusto equilibrio di amaro e piccante

Inoltre in azienda c’è anche l’extravergine Secolare: «Sono solo 200 bottiglie numerate con la monocultivar Tortiglione. Abbiamo trovato queste piante secolari, tipiche di queste colline, in stato di totale abbandono e dopo un importante lavoro di pulizia e riforma, tuttora in corso, siamo orgogliosi di poter mostrare i loro tipici tronchi ritorti e i loro frutti piccoli e preziosi».

Un magnifico esemplare di olivo secolare Tortiglione

«Questa varietà di olive matura tardivamente e questo piccolo escamotage naturale ci permette di lavorare in biologico con molta più serenità. Quando le altre cultivar rischiano di essere attaccate dalla mosca olearia, la nostra drupa è ancora troppo dura e immatura per essere punta: si protegge da sola».

Amoenus è in procinto di mettere sul mercato anche il vino: «Abbiamo prodotto un migliaio di bottiglie del bianco Aureo e del rosso Viva la Libertà. Si tratta di vini naturali, senza inoculo di lieviti a fermentazione spontanea. Li proporremo presto per la prima volta a enoteche e ristoranti e vedremo come saranno accolti».

Due etichette dalla grafica molto particolare per il bianco Aureo e il rosso Viva la Libertà

Cosa c’è ora dietro l’angolo? «Un prodotto unico e speciale: un olio extravergine con il sapore di zafferano. Con i petali produco delle tisane mentre i pistilli, attraverso una tecnologia molto particolare, riesco a unirli all’extravergine e così produrrò le prime 60 bottiglie di un alimento unico al mondo. Quando si versa l’olio, il verde è costellato dai puntini rossi dello zafferano».

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato I campi obbligatori sono contrassegnati


Chi siamo

Nato nel 2014, Il Nuovo Agricoltore è un portale informativo dedicato all’agricoltura, con un occhio di riguardo alle innovazioni tecnologiche. Il progetto è sviluppato da Kverneland Group Italia.


CONTATTACI