Virtù e usi del sorgo, una coltura da valorizzare su tutti i terreni

by Roberto Bartolini | Dicembre 11, 2019 9:44 am

L’Europa punta forte sul sorgo ed è più che mai attiva Sorghum ID, l’associazione interprofessionale europea dedicata alla promozione del sorgo, che ha organizzato nei giorni scorsi un convegno a Bologna per ricordare le immense potenzialità di questa coltura, anche al di là del suo tradizionale e conosciuto uso zootecnico.

Il sorgo ha più proteine del mais, una energia simile o maggiore del mais, più amido del mais, minore rischio di micotossine perché a fiore aperto, un basso tenore di tannini e minore fabbisogno di acqua. Già da queste prerogative si capisce che il sorgo è una coltura che non va trascurata, come purtroppo avviene ancora oggi in Italia.

Grande interesse per i prodotti dedicati all’alimentazione umana

Ma l’interesse del sorgo riguarda anche l’alimentazione umana, con filiere ad alto valore perché la granella di sorgo fa bene alla salute: è ricca di antiossidanti, priva di glutine, ricca di ferro e di grassi insaturi, molto energetica e indicata per tenere a bada la pressione arteriosa.

L’Istituto di bioscienze del CNR di Napoli, la ditta Reino di San Bartolomeo in Galdo (Benevento) e la ditta di trasformazione Celi di Ariano Irpino (Avellino) hanno dato vita a un progetto di ricerca finalizzata dal campo e alla tavola, che oggi conta una gamma di prodotti alimentari dedicati anche ai celiaci.

Il sorgo food-grade, dal campo alla tavola

Farina, pane, pasta di sorgo bianco, biscotti senza glutine a base di sorgo: sono prodotti con il sorgo food-grade, che ha le seguenti caratteristiche:

La pianta ideale per biogas e biometano

Il sorgo è prezioso anche per produrre biometano (oggi in Italia ci sono oltre 1600 impianti di biogas), con una resa in etanolo superiore a quella del mais. Da una tonnellata di sorgo da granella si ottengono 400 litri di etanolo.

Il sorgo è pianta ideale per il biogas per almeno quattro buoni motivi: alta efficienza fotosintetica, limitate esigenze di nutrienti, resistente alla siccità, uso efficiente dell’acqua.

Ottimo come secondo raccolto, ma attenzione alla scelta dell’ibrido

Estremamente interessante per il nostro paese è il fatto che il sorgo può essere coltivato a uso energetico e non, anche come secondo raccolto, tenendo presente che i costi di produzione e i cicli colturali possono essere diversi da azienda ad azienda (anche se mediamente produrre sorgo al posto del mais fa risparmiare almeno 500 euro/ha).

Fondamentale la scelta giusta dell’ibrido da seminare, dal momento che le differenze di produzione in una stessa area possono variare a seconda dell’ibrido da 55 a 85 ql/ha in regime asciutto. Dunque massima attenzione prima di decretare che il sorgo non produce!

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