Roberto Bartolini9 Dicembre 20243min99263

Foraggi, 90mila euro in più con medica e mais in avvicendamento

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Il sistema foraggero aziendale che si basa sulla medica in rotazione al mais, nelle razioni di vacche ad alta produzione, si traduce in un risparmio di farina di estrazione di soia e di farina di mais, rispettivamente di circa 2 e 1 kg di sostanza secca per capo al giorno. Se proiettiamo le differenze su una mandria di 200 animali per un anno, si ottiene una differenza economica positiva di 90.000 euro. Lo afferma uno studio pluriennale che ha messo sotto la lente, per dieci anni, otto aziende agro-zootecniche della pianura padana. Lo studio è stato effettuato dall’Università di Torino in collaborazione con Arap, Aia e Agribusiness Consulting ed è stato pubblicato sulla rivista Allevatori Top n.10/2024.

Sono noti da tempo i vantaggi dell’avvicendamento tra una leguminosa azotofissatrice come la medica e una graminacea ad alta efficienza come il mais, ma è bene guardare ai numeri per rendersi conto del riscontro economico sui conti che porta alla stalla da latte.

Quanto produce in più il mais

Il mais in un sistema foraggero che prevede la medica in avvicendamento, rispetto al mais in monosuccessione, produce l’8% in più di granella, il 12% in più di pastone e il 13% in più di silomais. La raccolta dell’erba medica a stadi precoci e la conservazione mediante insilamento hanno permesso di produrre quantità di sostanza secca comprese tra 13 e 16 tonnellate per ettaro in 6-8 sfalci annuali, con una quantità di proteina intorno ai 3000 kg/ha/anno, equivalenti a circa 2 ettari di soia.

Meno fertilizzanti azotati e insetticidi

Nell’anno in cui si rompe il medicaio (dopo il primo taglio del quarto anno) e in parte nell’anno successivo, è possibile ridurre al minino o azzerare gli apporti in copertura di azoto minerale, risparmiando almeno 250 kg/ha di urea. Ma si evitano anche i trattamenti per il controllo di diabotrica e piralide, con una riduzione dei fattori di produzione che comporta un taglio dei costi. Anche l’introduzione di colture che ci succedono in rotazione stretta nella stessa annata, come per esempio il loglio italico insilato precocemente e il mais per la produzione integrale di spiga, comporta un aumento di energia metabolizzabile e di proteina per unità di superficie.

In conclusione, l’avvicendamento medica-mais nelle aziende analizzate ha portato a un aumento in media dell’11% di sostanza secca, del 62% di proteine e del 18% di energia metabolizzabile, quindi una maggiore concentrazione di nutrienti nel chilogrammo di alimenti aziendali ottenuti, a costi più bassi e con un impiego di manodopera analogo rispetto alla monocoltura di mais.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


3 comments

  • Abramo

    10 Dicembre 2024 at 8:45 am

    Caro Roberto ho anche io una stalla da 100 mucche ma 6-8 sfalcio di medica non li ho mai fatti in 60 anni

    Reply

  • Antonio Coccollone

    10 Dicembre 2024 at 6:27 pm

    I tuoi suggerimenti sono molto utili e puntuali. Grazie

    Reply

  • Davidequatt

    16 Dicembre 2024 at 5:54 am

    Concordo con il commento di Abramo, mai e poi mai fai 6 sfalci in un anno . Io almassimo ne faccio 3, primo secondo e terzo taglio.

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