Roberto Bartolini16 Dicembre 20247min2219321

“Agea non ci paga ingiustamente”, gli agricoltori ci scrivono

agea

Un gruppo di agricoltori ha inviato una lettera alla redazione de Il Nuovo Agricoltore, che pubblichiamo integralmente qui di seguito.

Siamo un gruppo di agricoltori del centro-sud Italia che hanno in comune di non aver ricevuto il pagamento dell’eco-schema 5 per la campagna 2023, annata in cui il premio era molto elevato. Crediamo che tantissimi altri colleghi siano nella stessa situazione, ma non hanno alcuna forza per farsi sentire a livello nazionale e hanno chiaramente paura di opporsi ad Agea, visto che oramai la quasi totalità del reddito agricolo dipende da essa.

Di seguito riassumiamo la vicenda che ci è capitata.

A giugno 2024 non arriva il pagamento

Su consiglio dei nostri CAA, abbiamo tutti atteso il 30 giugno 2024 per ricevere il pagamento dell’eco-schema 5 sulle mellifere, ed eravamo tutti convinti che l’avremmo ricevuto, visto che Agea non aveva inviato alcuna comunicazione di riduzione per la misura, come avrebbero dovuto fare in base alla legge 241/1990. Al 1° luglio 2024 abbiamo tutti appurato di non aver ricevuto un singolo euro per l’eco-schema 5. Sui nostri fascicoli aziendali, infatti, Agea aveva chiuso i procedimenti con riduzioni al 100% per l’intero pagamento eco-schema 5, il tutto effettuato in assenza di comunicazioni agli agricoltori.

Il contatto diretto con Agea

Abbiamo portato la questione al Ministero, visto che eravamo tanti, e siamo stati messi in contatto con il direttore di Agea Fabio Vitale e il dott. Carfì. Abbiamo inviato tutti i nostri dettagli e nel luglio 2024 il dott. Carfì ha promesso di risolvere la problematica a stretto giro.

Il dott. Carfì ci ha portato a conoscenza del fatto che l’eco-schema 5 non è stato oggetto “direttamente” dei controlli Ams (il sistema di monitoraggio delle superfici attraverso satelliti) nel 2023, mentre lo sarà obbligatoriamente dal 2024, come previsto dalle norme unionali. Al contrario, molti appezzamenti richiesti a premio sono stati processati ai controlli “indiretti” Ams per l’eco-schema 5, partendo dalla richiesta di aiuto ai fini del pagamento Biss-titoli.

Si rileva un’aratura che non è stata fatta

Per esempio, per una delle aziende agricole del nostro gruppo, il controllo Ams per il pagamento Biss aveva rilevato un’aratura a fine luglio 2023, ma questa aratura in realtà non era mai stata effettuata. Fortuna vuole che l’auto di Google Street View sia passata accanto al campo proprio in quel periodo e quindi si disponeva delle foto del campo che contraddicevano Agea. Non era stata effettuata alcuna aratura, c’erano semplicemente delle piante secche in campo, le mellifere. Ai colleghi venivano contestati sfalci e lavorazioni varie, tutte avvenute nel periodo estivo.

Gli errori dell’algoritmo

Visto che le evidenze oggettive da noi fornite andavano contro le risultanze Ams, i tecnici Agea realizzano di avere un problema di un certo rilievo: in molti casi il loro algoritmo interpretava il naturale disseccamento delle piante mellifere in estate come una lavorazione del campo. Inoltre i loro sistemi di controllo non sono in grado di rilevare la grandezza di eventuali superfici su cui vi sono delle violazioni, e quindi, se per esempio su un appezzamento grafico di 30 ettari viene effettuato lo sfalcio su 1 ettaro, l’Ams squalifica l’intera superficie e azzera il premio al 100% sui 30 ettari.

Agea difende il sistema di rilevazione

Il dott. Carfì sceglie comunque di difendere l’Ams, progettato per funzionare nel 99% dei casi, e Agea ci informa che i malfunzionamenti erano in realtà dovuti alla siccità del 2023, che aveva portato al disseccamento delle piante, cosa che naturalmente non sarebbe dovuta accadere, secondo il dott. Carfì.

Inizialmente non diamo peso a tali affermazioni, tollerando il fatto che dei dirigenti possano non conoscere il ciclo vitale di una pianta erbacea, ma in una successiva telefonata facciamo notare che le piante erbacee annuali naturalmente muoiono ogni anno e disseccano, e che la primavera/estate 2023 è stata una tra le più piovose degli ultimi decenni in centro-sud Italia e che anche il grano secca ogni anno, naturalmente. Cosa scontata per noi agricoltori, ma non per i dirigenti Agea.

Nel settembre di quest’anno ci comunicano, a mezzo scritto, gli esiti delle loro ulteriori analisi, riconoscendo il malfunzionamento dei loro controlli Ams da imputare comunque “a eventi siccitosi”, promettendoci di ricalcolare i premi ed effettuare i pagamenti.

Mancata fioritura causata dalla siccità

Dopo tale comunicazione Agea è sparita. Negli ultimi mesi abbiamo inviato diversi solleciti e, stanchi di attendere, abbiamo inviato una diffida ad Agea, prima di intraprendere un’azione legale. Con nostra totale sorpresa Agea ha messo per iscritto quanto affermato sopra. Secondo Agea è una “mancata fioritura” che, qualora fosse stata causata dall’evento siccità, avrebbe, tra l’altro, dovuto essere comunicato dall’agricoltore all’Agea, secondo le modalità e le tempistiche previste dalle istruzioni operative dell’organismo pagatore, attuative dell’articolo 36 del decreto ministeriale n. 660087 del 23 dicembre 2022.

Quindi, secondo Agea noi agricoltori nel 2023 avremmo dovuto comunicare una siccità (che in realtà non c’è neanche mai stata in quel periodo) e che avrebbe, secondo Agea, provocato una mancata fioritura e il disseccamento della vegetazione. Tali affermazioni da parte di Agea hanno il limite del paradossale, non hanno alcuna idea di cosa sia una pianta erbacea e il suo ciclo vitale.

Lettera firmata

Il Nuovo Agricoltore è a vostra disposizione

Qui finisce la lettera. Poiché supponiamo che vi possano essere stati altri casi analoghi di comportamento vessatorio da parte di Agea, il nostro portale è a disposizione di tutti gli agricoltori che vorranno inviare i loro commenti, attraverso lo spazio qui sotto.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


21 comments

  • Francesco Franceschinelli

    16 Dicembre 2024 at 9:55 am

    Buongiorno, ho lo stesso problema. Superficie di 3ha dedicate a mellifere in ZVN, seminate e non spontanea, con tanto di etichette conservate. AGEA, dopo avere erogato un anticipo, ha azzerato il contributo e trattenuto l’anticipo stesso dai pagamenti sucessivi per altri tipi di sostegno. Il CAA non è in grado di risolvere il problema. Ho contattato a più riprese per mezzo pec l’Agea e l’unica risposta è stata che avrei dovuto segnalarare l’anomalia al CAA. Un circolo viziosi. Sarei interessato a mettermi in contatto con gli agricoltori firmatari della lettera. Grazie, Francesco Franceschinelli

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    • Paolo Zeoli

      15 Gennaio 2025 at 6:25 pm

      Salve, Francesco Franceschinelli, mi trovo nella tua stessa situazione, se vuoi ci possiamo sentire per organizzare un’azione comune. Il mio indirizzo email è: paolozeoli@yahoo.it

      Reply

  • Francesco Franceschinelli

    16 Dicembre 2024 at 10:01 am

    Buongiorno, ho lo stesso problema. Superficie di 3ha dedicate a mellifere in ZVN, seminate e non spontanea, con tanto di etichette conservate. AGEA, dopo avere erogato un anticipo, ha azzerato il contributo e trattenuto l’anticipo stesso dai pagamenti sucessivi per altri tipi di sostegno. Il CAA non è in grado di risolvere il problema. Ho contattato a più riprese per mezzo pec l’Agea e l’unica risposta è stata che avrei dovuto segnalarare l’anomalia al CAA. Un circolo viziosi. Sarei interessato a mettermi in contatto con gli agricoltori firmatari della lettera.

    Reply

  • Domenico Picerno

    16 Dicembre 2024 at 11:50 am

    Come succede ormai da qualche anno, manca la competenza tecnica (specialmente e drammaticamente soprattutto ai livelli più alti di Agea), associata alla presunzione di controllare tutto dal pc, affidandosi ciecamente ai rilievi satellitari e agli algoritmi, spesso senza neanche andare in campagna.
    La eccezionale siccità del 2023 ha determinato un precoce e maggiore disseccamento delle piante che sarebbe compunque avvenuto naturalmente. Le piante mellifere, come tutte le altre piante erbacee, disseccano in estate e ricacciano alle prime piogge autunnali, finchè la temperatura è ancora abbastanza alta. Chi in Agea si apettava che gli algoritmi ecc. rilevassero distese di campi verdi e fioriti a luglio ed agosto (specie al centro-sud) per ammettere a premio le mellifere, dimostra scientificamente che di agronomia e agricoltura in genere non capisce nulla e che è del tutto inappropriato a ricoprire il ruolo di grande responsabilità che gli è stato affidato, per gli enormi danni economici che arreca alle aziende agricole colpevoli solo di aver creduto che chi dovesse controllare il rispetto degli impegni assunti con l’Ecoschema 5 sapesse anche minimamente cosa avrebbe dovuto controllare. Chi scrive è un imprenditore agricolo laureato in scienze agrarie che, come tanti, non ha incassato l’aiuto previsto per l’impegno assunto e mantenuto di coltivare specie mellifere nel 2023, mantenendo la vegetazione in campo fino a fine settembre, e che ha subito la trafila di irresponsabili atteggiamenti di Agea descritti nella lettera da voi pubblicata.

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  • Giuseppe

    16 Dicembre 2024 at 2:41 pm

    In Sardegna gli stessi algoritmi Agea hanno trasformato gli uliveti in boschi negando i premi a centinaia di aziende. RIDICOLI !!!

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  • Cibelli Laura

    16 Dicembre 2024 at 4:55 pm

    Stesso problema per me. Non mi hanno pagato le mellifere pac 5. Vorrei avere notizie per iniziare un giudizio civile nei confronti di Agea.

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    • Andrea L.

      19 Dicembre 2024 at 6:40 pm

      Sono anch’io nelle stesse condizioni, per di più per un importo abbastanza elevato, e la situazione è davvero molto problematica: tra siccità e fitopatie (quindi con gravi sofferenze anche dal punto di vista economico), ci tocca anche scontrarci contro chi ci dovrebbe “aiutare”.
      La questione si prospetta difficile, a mio modesto parere e premesso che non mi sono ancora consultato con nessun legale, anche dal punto di vista giuridico: se è vero che l’Ente ha “rigettato” le nostre istanze di aiuto, è anche vero – o perlomeno lo è nel mio caso – che non ci è pervenuto nessun formale diniego e che le domande di pagamento risultano ancora in esame presso l’organismo competente secondo le procedure di cui alle “Verifiche collaborative”, dunque appare molto complicato intentare alcun tipo di ricorso contro un provvedimento di rigetto che, nei fatti, non esiste.
      Sembra di trovarsi in un limbo senza uscita, dove AGEA abusa della sua posizione venendo meno al suo stesso mandato…

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    • Paolo Zeoli

      15 Gennaio 2025 at 7:42 pm

      Salve, sono Paolo Zeoli, mi trovo nella stessa situazione. Se ti fa piacere contattami tramite email per confrontarci e organizzare un’azione comune e condivisa. Grazie

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  • Cibelli Laura

    16 Dicembre 2024 at 5:03 pm

    Nelle stesse condizione anch’io.

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  • Francesco

    16 Dicembre 2024 at 5:14 pm

    Buonasera…
    È naturale che tutti gli organi di controllo a partire dalla U.E. sono contro gli agricoltori…. Lo si evince dai Vostri dettagli della lettera… E da ciò che la C.E. ha affossato l’agricoltura EUROPEA
    prendendo i prodotti agricoli da TUTTO IL MONDO ( ZENZA NESSUN TIPO DI REGOLE ) e PRETENDENDO DI APPLICARE UNO STATU DI REGOLE INECCEPIBILE DAI COLTIVATORI EUROPEI.. BRUXELLES CI REMA CONTRO. Abbassando gli aiuti IRRISORI e facendoci abbassare il prezzo dei NOSTRI PRODOTTI… IN CONCORRENZA DOVE ALTRI NON HANNO REGOLE… . È UN EUROPA CHE NON SERVE PIU.

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  • Antonino Trimarchi

    16 Dicembre 2024 at 10:11 pm

    Il primo gennaio 2023 è entrata in vigore la nuova Pac, che regolerà la distribuzione dei fondi comunitari all’agricoltura fino al 2027
    La distribuzione dei fondi del pagamento di base rimane ancorata ai Titoli, ma con un sistema che punta all’equiparazione del loro valore (€167 come valore unitario medio). Perciò titoli del valore di oltre 1000 euro e titoli del valore di 100 euro varranno tutti 167 euro. I primi perderanno assai, ed i secondi guadagneranno poco.
    Non riesco però a capire come si è pensato di trattare allo stesso modo terreni (es. agrumeto) che hanno importanti costi di impianto e di gestione ed una significativa imposizione fiscale rispetto ad altri (tipo pascolo o seminativo) che non hanno un impianto da curare, che possono essere utilizzati con poche spese e che sono considerati dal fisco di valore decisamente minore.

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  • Marco Di Carlo

    17 Dicembre 2024 at 6:30 am

    Buongiorno, sono anche io rimasto incastrato nelle inefficienze di AGEA per quanto riguarda il famigerato ecoschema 5 ; circa 70 ha bloccati nel pagamento senza spiegazioni al riguardo, vorrei se possibile avere i riferimenti per contattare chi si sta organizzando per muoversi legalmente al riguardo, grazie.
    Un cordiale saluto

    Marco Di Carlo

    Reply

    • Paolo Zeoli

      15 Gennaio 2025 at 7:43 pm

      Salve, sono Paolo Zeoli, mi trovo nella stessa situazione. Se ti fa piacere contattami tramite email per confrontarci e organizzare un’azione comune e condivisa. Grazie

      Reply

  • AZ.agr.Oro

    17 Dicembre 2024 at 7:13 am

    Anche qua in Sardegna la situazione non è migliore.Visto il mancato pagamento Pac le aziende sono con l acqua alla gola.per non parlare di lingua blu’..(Blue tong).. con blocco delle vendite di bestiame ..siccità ecc. Promesse parole ma niente fatti..

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  • Cosimo taravella

    17 Dicembre 2024 at 10:31 am

    Il mio caso è un paradosso. Nel mese di luglio 2023 Il mio terreno seminativo con ĺ’impegno dell’ecoschema 5 è stato attraversato dal fuoco quando in sicilia la temperatura era superiore ai 40 gradi. L’incendio ha distrutto circa 2200 ettari di terreno. Spegnere l’incendio era impossibile. Agea non mi paga l’ecosistema 5 dicendo che il terreno è stato sarchiato prima della fine dell’impegno. La coldiretti mi dice di non fare nulla tanto è tempo perso. Intanto io ho perso circa 11000 euro per colpe a me non imputabili.

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  • Giuseppe di liberto

    17 Dicembre 2024 at 12:01 pm

    Accanimento inps nei confronti di onesti agricoltori. La vicenda risale ad una errata tariffazione inviando contributi otd senza valorizzare le defiscalizzazioni territoriale. Il tempo di opporci che ci arrivano subito i primi solleciti di pagamenti anno 2019 . Nel frattempo entriamo in pandemia e nonostante tutte le sospensioni INPS va avanti con minaccia di pignoramenti . Nel frattempo ci accorgiamo che inps ci intercetta somme agea per un complessivo 70.000 euro che loro non contabilizzano e in pratica ci troviamo da un lato a dover fronteggiare.ufficio esattore e dall’altro non poter ne percepire le somme agea e neanche nonostante le ns richieste a valorizzare in compensazioni . Alla fine per avere durc positivo ci ritroviamo a pagare contributi per anni 2022 e 2021 in unica soluzione ratearizzare contributi annon2020 e a tutt’oggi nonostante ns ricorso presso giudice del lavoro caltanissetta perché siamo in contraddittorio con inps di Caltanissetta a valorizzare il ns dovuto da parte di agea perché inps non riesce o non vuole contabilizzare tale somme . Mi chiedo quali sono i sistemi dell’INPS per compensare contributi scaduti con somme prese da agea? Quando lo stesso manda ad ufficio riscossione avvisi che trattano il medesimo periodo? Un vane che si morde la coda e chi ne paga le conseguenze siamo le aziende che lavora onestamente assume secondo le vigenti leggi da occupazione e diritti che spettano agli operai rischiando giorno dopo giorno sulla propria.pelle . Non abbiamo nessuna possibilita di dialogo e supporto . Un vero muro di gomma una vergogna

    Reply

  • Giuseppe Tinnirello

    17 Dicembre 2024 at 4:11 pm

    E’ veramente paradossale il comportamento di Agea.
    È molto grave che non sia ancora intervenuto il Ministero competente, a sanzionare comportamenti così gravi e dannosi per i tanti agricoltori coinvolti e per la credibilità del Ministero stesso.
    Gli agricoltori coinvolti ci attiveremo per una Azione legale collettiva.

    Reply

  • Giuseppe Tinnirello

    17 Dicembre 2024 at 4:25 pm

    È veramente paradossale il comportamento di Agea.
    È ancora più grave che
    , ad oggi, non sia ancora intervenuto il Ministero competente a risolvere il problema e sanzionare comportamenti cosi dannosi,
    per i tanti agricoltori coinvolti, ma anche per la perfita di credibilità del Ministero stesso. I tanti agricoltori coinvolti si attiveranno a promuovere una Azione legale collettiva in difesa dei propri diritti.

    Reply

  • Mario

    18 Dicembre 2024 at 2:45 am

    Per la serie che AGEA è il vero nemico dell’ agricoltore

    Reply

  • Rosario

    23 Dicembre 2024 at 6:35 pm

    Mi associo condividendo tutte le Vs disavventure con agea…anch’io vittima…un cavillo nel sistema ancora difettoso del controllo agea mi ha negato la riscossione per ben 3 anni del biologico…dopo diffide e minacce per iscritto di ogni sorta si sono convinti della mia buona fede e del loro errore e liquidato quanto a me spettante..ma si può andare avanti così?…invitatemi a qualsiasi azione contro agea..rivoltiamo come un guanto il sistema e mandiamo a zappare tutti i loro dirigenti…noi?dietro di loro con una frusta.

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  • Fabio Rosetto

    23 Dicembre 2024 at 8:07 pm

    Rosetto Fabio provincia di Viterbo: stessa situazione ecoschema 5 annualità 2023. Ho fatto fare dei solleciti dal mio avvocato ad Agea senza ad oggi avere avuto risposta. Ad anno nuovo se continueranno a non esserci riscontri da parte di Agea, sono pronto a dare battaglia legalmente.

    Reply

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