Agricoltori in piazza a Bruxelles contro i tagli alla Pac

Un’Europa più vicina ai cittadini e meno condizionata dai tecnocrati: è la richiesta che Coldiretti ha portato nel cuore delle istituzioni comunitarie. Migliaia di agricoltori provenienti da tutta Italia si sono radunati pacificamente giovedì a Bruxelles per contestare le scelte della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, accusata di mettere a rischio il futuro dell’agricoltura e della sicurezza alimentare del continente.
Lo slogan risuonato in piazza ha sintetizzato il malcontento del mondo agricolo europeo. Secondo Coldiretti, i tagli annunciati alla Politica agricola comune rappresentano un colpo durissimo a un settore strategico, proprio mentre le principali potenze mondiali rafforzano gli investimenti nella produzione di cibo. La riduzione dei fondi destinati all’agricoltura, definita una scelta ideologica e miope, viene letta come un attacco diretto alla sovranità alimentare europea.
Al centro della contestazione c’è il ridimensionamento della Pac, con una riduzione stimata del 25% delle risorse che si tradurrebbe in un taglio complessivo di circa 90 miliardi di euro a livello europeo. Per l’Italia l’impatto sarebbe pari a 9 miliardi di euro in meno. Una decisione che, secondo Coldiretti, penalizzerebbe soprattutto i giovani agricoltori, già alle prese con margini ridotti e difficoltà strutturali.
Un altro nodo critico riguarda l’aumento delle importazioni da Paesi extra-Ue, in particolare dall’area Mercosur. Coldiretti denuncia il rischio di un afflusso massiccio di prodotti agricoli ottenuti con standard ambientali, sanitari e sociali inferiori a quelli europei. L’associazione chiarisce di non essere contraria agli accordi commerciali, ma chiede regole chiare, reciprocità reale e tutele effettive per le produzioni comunitarie.
Durante la manifestazione i partecipanti hanno esibito centinaia di cartelli dal contenuto esplicito, con slogan come “Affamate chi vi sfama” e “Contro i contadini non si governa”, a testimonianza di un disagio profondo verso una governance percepita come distante dalle esigenze dei territori. Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha sottolineato come le recenti crisi geopolitiche abbiano dimostrato la centralità del cibo: mentre Stati Uniti e Cina aumentano gli investimenti in agricoltura, l’Unione europea rischia di indebolire le proprie filiere produttive, compromettendo competitività, innovazione e capacità di esportazione. Sulla stessa linea il segretario generale Vincenzo Gesmundo, che ha ribadito la vocazione europeista di Coldiretti, chiedendo però un cambio di rotta deciso. L’accusa è rivolta a una Commissione che avrebbe marginalizzato il Parlamento europeo e ignorato i corpi intermedi, riducendo gli spazi di confronto democratico. “Non si possono sottrarre risorse all’agricoltura – ha affermato – per destinarle ad altre priorità”.
In occasione della mobilitazione, Coldiretti ha presentato anche un manifesto programmatico che parte dal rifiuto del Fondo Unico Agricolo e dalla richiesta di risorse certe e dedicate alla Pac. Tra le proposte figurano l’etichettatura obbligatoria dell’origine dei prodotti, il rafforzamento del reddito agricolo, la semplificazione burocratica e maggiori investimenti nelle aree interne e montane. Secondo Coldiretti, sostenere l’agricoltura significa anche tutelare ambiente, paesaggio e salute dei cittadini. Da qui la richiesta di politiche capaci di valorizzare le filiere locali, contrastare l’eccesso di cibo ultra-processato e promuovere modelli alimentari sani, attraverso mercati contadini, scuole e mense pubbliche. Un messaggio chiaro lanciato da Bruxelles: senza agricoltura non c’è futuro per l’Europa.



