Roberto Bartolini16 Aprile 20254min16280

Agricoltura 4.0, acquisti in frenata e mancano le competenze

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Non c’è dubbio che l’agricoltura debba puntare sempre di più sul digitale per migliorare gli standard delle operazioni in campo, per mirare la distribuzione dei mezzi tecnici, per effettuare con una visione globale attività di controllo e di gestione e la pianificazione coordinata degli interventi aziendali. Ma il dato più attuale ci dice che gli investimenti degli agricoltori nell’agricoltura 4.0 nel 2024 si sono fermati.

L’anno nero della meccanizzazione agricola

Il report 2025 dell’Osservatorio Smart Agrifood evidenzia per la prima volta una flessione degli investimenti in tecnologie digitali dell’8%. Si passa dai circa 2,5 miliardi di euro del 2023 ai 2,3 miliardi di euro del 2024.

Ma il 2024, rispetto al 2023, è stato un anno nero per tutta la meccanizzazione agricola, con un calo degli acquisti in macchine del 29% e di attrezzature del 26,5%. È la conseguenza della diminuzione dei redditi degli agricoltori, dalla volatilità dei prezzi di mercato, di una riduzione degli incentivi ma anche di una certa saturazione dovuta ai notevoli investimenti fatti negli anni precedenti.

L’agricoltore non ha più certezze

Oggi nel mondo agricolo si lavora senza avere certezze di quello che accadrà nel corso della campagna, per via dei cambiamenti climatici, ma anche dopo la raccolta dei prodotti a causa della volatilità dei prezzi di mercato sempre più in balia della speculazione finanziaria. L’unica certezza che ha oggi l’agricoltore sono le spese che vengono anticipate per far andare avanti l’azienda.

Quanti utilizzano le tecnologie acquistate?

Oggi il 40% delle aziende agricole dispone di almeno una tecnologia 4.0 e il 29% più di due, ma bisognerebbe verificare se alla presenza corrisponde poi l’uso effettivo e continuativo di queste tecnologie, spesso acquistate sotto la spinta di forti incentivi. Se ne parla da anni e al momento non si sono trovate soluzioni a due forti criticità che sono connesse con lo sviluppo della digitalizzazione in agricoltura.

Sistemi che non dialogano tra loro

La prima è la scarsa interoperabilità tra i sistemi, per cui ancora oggi molto spesso trattore e attrezzature non riescono a dialogare. Oppure è necessario ricorrere all’assistenza specializzata delle case costruttrici che non può essere disponibile per tutti e in tempi rapidi, dal momento che quando c’è un problema in campo va risolto alla svelta.

Carenza di competenze

La seconda, a nostro avviso ancora più grave, è la carenza di effettive competenze, perché i dati ci dicono che solo l’8% delle aziende agricole si può considerare matura da questo punto di vista. Oltre il 90% delle aziende agricole italiane è in forte ritardo perché non solo non ha investito ancora in agricoltura 4.0, ma non ha neppure intenzione di farlo in un futuro prossimo. È quindi evidente che, se a livello territoriale non si mette in campo una forte azione capillare di formazione e informazione, il digitale in Italia non decollerà mai.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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