Agricoltura più giovane e smart, l’Italia deve attrezzarsi

Agricoltura più giovane e smart, l’Italia deve attrezzarsi

Non c’è più tempo da perdere: chi frena l’ingresso dei giovani in agricoltura va rimosso! La nuova politica agricola disegnata dall’Europa pone al centro i giovani, la digitalizzazione, la sostenibilità economica e ambientale. Per realizzare una nuova agricoltura, come chiedono i cittadini e le emergenze ambientali oltre che l’Unione europea, occorre incentivare con ogni mezzo disponibile l’accesso dei giovani alla terra.

Solo il 7% dei capi azienda è under 35

In Italia i capi azienda con età inferiore ai 35 anni sono appena il 7% del totale, i giovani agricoltori con formazione professionale agricola sono meno del 3% e quelli con laurea in agraria al di sotto del 2%. Dunque c’è un gap professionale e di conoscenze molto grave che occorre colmare al più presto, altrimenti non si può pensare che con un grado di istruzione così basso sia possibile vincere le sfide che ci attendono.

Un’indagine di Nomisma commissionata da Edagricole nell’ambito del progetto “Osservatorio giovani agricoltori” riporta un quadro sconfortante per certi versi, ma anche pieno di potenzialità in prospettiva: oggi, su 704.140 imprese agricole attive in Italia, solo 51.311 sono condotte da under 35.

Nel 2020 meno imprese giovani e alta propensione all’agricoltura 4.0

Nel 2020 le imprese condotte da giovani sono diminuite del 5,4%, passando da 54.264 del 2019 a 51.311 del 2020.

Il 63% dei giovani intervistati da Nomisma mostra una decisa propensione agli investimenti nei prossimi due-tre anni, ma oltre il 30% afferma di non poterlo fare per mancanza di mezzi economici. Molto elevata è anche la propensione dei giovani agricoltori a differenziare la propria produzione per trovare nuovi e più remunerativi sbocchi di mercato.

Il 45% dei giovani adotta almeno un sistema di agricoltura 4.0, mentre il 55% ancora no. Le soluzioni 4.0 più utilizzate sono:

  1. App varie per la gestione aziendale (23%)
  2. Attrezzature per semina e concimazione a rateo variabile (14%)
  3. Centraline meteo (14%)
  4. Sistemi di sussidio alle decisioni per irrigazione e concimazione (14%)
  5. Modelli previsionali di difesa (12%)
  6. Sensori per mappe di vigore (5%)

Grande apertura alle nuove tecniche genetiche

Per quanto riguarda le nuove tecniche di miglioramento genetico, alla domanda se utilizzerebbe nuove varietà e nuovi ibridi realizzati con le TEA (Tecnologie di evoluzione assistita), il 69% dei giovani intervistati dice di sì.

E questi nuovi ritrovati genetici quali obiettivi dovrebbero raggiungere? Ecco le risposte:

  1. Resistenza a malattie e parassiti (57%)
  2. Maggiore livello di produzione (14%)
  3. Resistenza ai cambiamenti climatici (9%)
  4. Minori costi di produzione (8%)
  5. Maggiore efficienza della pianta (7%)
  6. Migliori caratteristiche nutrizionali (2%)

Come si informano i giovani agricoltori

Quali sono i canali informativi preferiti dai giovani agricoltori?

  1. Siti internet (43%)
  2. Riviste cartacee (29%)
  3. Materiale via email (26%)
  4. Incontri tecnici e convegni (25%)
  5. Social media (23%)
  6. Blog dedicati (13%)

Da questa indagine emerge chiaramente un monito per chi dovrà disegnare la nuova Pac e i nuovi Psr 2023-2027: i giovani dovranno essere al centro del sistema, ma anche il rinnovamento dei percorsi formativi e dei master post-scuola.

Il nuovo agricoltore è molto diverso dal padre

L’agricoltore moderno deve acquisire maggiori competenze e più diversificate: non basta più lavorare la terra e accudire gli animali; ma bisogna fare sempre più attenzione, e dedicare tempo, a quello che succede al di fuori dei propri confini aziendali. Occorre insomma osservare cosa succede sui mercati del mondo, aggiornarsi continuamente sulle innovazioni tecniche e tecnologiche, acquisire conoscenze sempre più specifiche sulla digitalizzazione e sull’uso dei dati, allacciare rapporti con varie organizzazioni di mercato e con le filiere, stringere collaborazioni con altri agricoltori “aperti” che innovano, per fare squadra e scambiarsi idee e progetti. Il papà e il nonno rappresentano una preziosa tradizione familiare che non va mai dimenticata, ma oggi gran parte del loro modo di fare agricoltura non permette di far quadrare i conti.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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