Roberto Bartolini22 Dicembre 20142min1100

Attenzione alle micotossine nel silomais

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La presenza di micotossine nel silomais, oltre che alterare la funzionalità del rumine, determina un cattivo assorbimento a livello intestinale cui consegue una minore disponibilità di nutrienti essenziali per l’attività immunitaria.

Lo sviluppo delle micotossine in campo è favorito da stress che la coltura può aver subito per carenza idrica, danni meccanici (grandine, parassiti), elevate escursioni termiche o elevata umidità, ma anche ridotta acidificazione durante lo stoccaggio ed eccessiva umidità degli alimenti nella massa conservata. Anche il momento della raccolta ha la sua importanza, perché si riscontra una maggiore concentrazione di micotossine al crescere della sostanza secca, causa il più difficile compattamento nel silo cui fa seguito una maggiore presenza di ossigeno che favorisce la crescita fungina.

Nei casi in cui è manifesta la presenza di micotossine nell’insilato, si possono somministrare specifiche molecole in grado di detossificare le micotossine impedendo quindi il loro assorbimento da parte dell’animale. Tali sostanze vanno impiegate in funzione alle tossine considerate. Si tratta di sostanze adsorbenti come alluminosilicati, montmorillonite, zeolite, sepiolite; e quelle più recenti sono molecole organiche quali i glucani, ma nati polisaccaridi ottenuti da pareri cellulari di microrganismi.

L’allevatore deve monitorare con attenzione il suo silomais per verificare la eventuale presenza di micotossine.
L’allevatore deve monitorare con attenzione il suo silomais per verificare la eventuale presenza di micotossine.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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