Aurelius, il nuovo grano di forza produttivo e di alta qualità

Aurelius, il nuovo grano di forza produttivo e di alta qualità

Il 36% del nostro fabbisogno di grano tenero, circa 5 milioni di tonnellate, lo importiamo da vari paesi europei tra i quali l’Austria. E proprio dall’Austria si ripresenta sul mercato per le prossime semine autunnali Aurelius: novità genetica portata in Italia da Cerealtecnica, si tratta di una varietà che ha confermato in tutto il territorio del nord Italia le sue ottime performance produttive e qualitative.

Le caratteristiche esclusive del grano Aurelius

Aurelius è il primo frumento di qualità austriaco di ciclo medio precoce, con un elevato potenziale di produzione prossimo ai frumenti panificabili. Inoltre si dimostra molto stabile e brilla per una buona tolleranza alla ruggine gialla. Presenta un alto peso ettolitrico, un’ottima resa in farina «di forza» e un elevato contenuto in proteine. L’indice «W» risulta elevato e consente di produrre impasti elastici con p/l inferiore a 0,8.

Particolarmente apprezzato per produzioni di farine di qualità sia convenzionali che biologiche, Aurelius è un frumento con spiga aristata, di taglia media sui 100 cm e molto resistente all’allettamento, non alternativo e con un’ottima resistenza al freddo.

Ecco come si presenta Aurelius in campo con le sue belle spighe aristate.

Le prove di confronto varietale di Agricola 2000 eseguite nella campagna 2020/2021 mostrano che Aurelius si avvicina alle produzione dei panificabili e risulta migliore del grano di forza concorrente.

In vista delle scelte da effettuare per il prossimo autunno, riteniamo che coloro che coltivano grani di forza potrebbero affiancare questa novità alla genetica già sperimentata con successo in azienda, perché il rinnovamento varietale è alla base del miglioramento di reddito al quale punta ogni azienda agricola.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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