Barilla accelera su sostenibilità, innovazione e inclusione sociale

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Barilla continua a evolvere il proprio impegno verso un’alimentazione più sana, sostenibile e responsabile. L’azienda emiliana ha presentato il suo nuovo report di sostenibilità, sottolineando la volontà di offrire prodotti con meno zuccheri e sale, più ricchi di fibre e ottenuti da una filiera agricola a basso impatto ambientale. Con un fatturato di 4,8 miliardi di euro nel 2024, in crescita dell’1,7% rispetto all’anno precedente, Barilla ha deciso di investire 300 milioni di euro in ricerca e sviluppo. L’obiettivo è migliorare ulteriormente la qualità dei prodotti e rafforzare l’impegno verso un sistema alimentare più sostenibile.

Più energia pulita e impianti fotovoltaici

L’azienda sta aumentando progressivamente l’impiego di fonti rinnovabili: attualmente circa il 50% dell’energia utilizzata proviene da queste fonti, ma l’obiettivo è incrementare questa percentuale. Negli ultimi cinque anni sono stati installati impianti fotovoltaici con una capacità complessiva di 4 megawatt, mentre entro il 2030 si punta a raggiungere i 24 MW grazie al piano “energy & water”, del valore di 168 milioni di euro. Due nuovi impianti sono entrati in funzione nel 2024 a Rubbiano, in provincia di Parma.

Ricette migliorate per una dieta più sana

Barilla sta lavorando per rendere i propri prodotti sempre più salutari. Nel 2024, l’88% delle vendite riguarda alimenti con un massimo di 5 grammi di zucchero e meno di 0,5 grammi di sale per porzione. Il 90% dei prodotti è ricco di fibre, e il 65% delle porzioni monodose non supera le 150 kcal, con un miglioramento del 2,4% rispetto al 2023. L’azienda mira a utilizzare entro il 2030 almeno 250.000 tonnellate di materie prime provenienti da agricoltura rigenerativa certificata.

Meno plastica e più consapevolezza

Barilla progetta tutte le confezioni dei suoi prodotti per essere completamente riciclabili. Le scatole di pasta, per esempio, hanno consentito un risparmio annuo di circa 126.000 chilogrammi di plastica. Ogni imballaggio è dotato di istruzioni chiare per un corretto smaltimento.

L’attenzione al benessere delle persone si estende anche al campo dell’equità di genere. L’azienda ha raggiunto la parità salariale nel 2020 e, nel 2023, ha introdotto una nuova politica aziendale per i congedi parentali che prevede un minimo di 12 settimane di permesso retribuito al 100% per tutti i genitori. Dal 2024, è attiva una collaborazione con Lead Network, una realtà europea che promuove la leadership femminile nel settore del commercio e dell’industria.

Supporto alle comunità

Nel 2024, Barilla ha donato oltre 2 milioni di euro a favore di progetti sociali e ha distribuito più di 3.700 tonnellate di prodotti alimentari a sostegno delle persone in difficoltà, collaborando con organizzazioni come Banco Alimentare, Croce Rossa Italiana e Caritas Diocesana.

2 comments

  • Luca Prada

    14 Luglio 2025 at 9:41 pm

    Buongiorno,
    Sarebbe idoneo che iniziasse REALMENTE ad utilizzare frumenti SANI, che lavorasse il frumento italiano da solo senza mischiarlo con altri frumenti provenienti da luoghi con chissà quale qualità e residui, invede di continuare soltanto a dire di lavorare per l’etica e voler evitare il lavoro nero eccetera dovrebbero pagare il giusto il frumento che acquistano in italia per far si che non si manifestino le cose pre-citate e così per tutti i prodotti che utilizzano..dite a barilla che è più etico dare pisti di lavoro a persone piuttosto che robotizzare ogni parte possibile del processo produttivo, ok l’efficienza ma almeno non fare certi discorsi

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  • Toni Manusè

    16 Luglio 2025 at 6:56 am

    Buongiorno a tutti,

    fa davvero sorridere questa improvvisa presa di coscienza del Gruppo Barilla per un’alimentazione sana e equilibrata. Lo stesso vale per tutto il resto. Queste operazioni strategiche di maquillage non fondate su una presa di coscienza dei danni enormi che sono stati provocati sulla società e sull’ambiente unitamente al disinteresse totale verso aree marginali del paese mostrate dal Gruppo appaiono non soltanto l’ennesima dimostrazione di una arretratezza culturale della governance ma uno schiaffo morale per chi crede nei valori della agricoltura sostenibile, equa e solidale.

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