Bonus allevamento, come ottenere fino a 300 euro per capo di bestiame

mucche stalla

Per gli allevatori è ancora aperta la possibilità di fare domanda per accedere agli incentivi previsti dalla Pac 2023-2027 attraverso gli eco-schemi. Nello specifico, è possibile ricevere un contributo economico fino a 300 euro per ogni animale allevato, a patto di rispettare determinate condizioni. Si tratta dell’eco-schema 1, che incentiva pratiche di allevamento orientate al miglioramento del benessere animale e alla lotta all’antimicrobico-resistenza, con un budget annuo di 376 milioni di euro.

L’entità dei contributi

L’eco-schema 1 premia le aziende che riducono l’impiego di antibiotici rispetto alla media regionale, secondo l’unità di misura UBA (Unità di Bestiame Adulto). I contributi riconosciuti per ciascun animale sono i seguenti:

  • Bovini da latte: 66 €
  • Bovini da carne: 54 €
  • Bovini a duplice attitudine: 54 €
  • Bufali (latte o carne): 66 €
  • Vitelli a carne bianca: 24 €
  • Suini: 24 €
  • Ovini: 60 €
  • Caprini: 60 €

Per ottenere contributi ancora più elevati, gli allevatori devono aderire al Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA), un programma di certificazione ufficiale istituito dalla normativa nazionale (D.L. 34/2020, art. 224-bis). Questo sistema garantisce produzioni più sostenibili dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Tra gli obblighi richiesti, vi è ad esempio il pascolamento, più facilmente realizzabile in piccoli allevamenti situati in zone montane o collinari. Le aziende biologiche sono esentate dall’adesione allo SQNBA, ma devono comunque rispettare i requisiti previsti dalla certificazione bio.

I contributi diretti previsti per chi aderisce al SQNBA sono i seguenti:

  • Bovini da latte e a duplice attitudine: 240 € a capo
  • Bovini da carne: 240 €
  • Suini: 300 €

La scadenza per presentare domanda

Per accedere ai contributi Pac, le richieste devono essere presentate ogni anno, di solito entro il termine ordinario del 15 maggio. Tuttavia, le proroghe sono ormai una prassi consolidata. Nel 2024, ad esempio, è stato possibile presentare domanda fino a settembre grazie a una serie di slittamenti.

Per il 2025, si è già giunti alla seconda proroga:

  • la prima proroga, annunciata il 15 maggio, ha esteso il termine al 16 giugno 2025;
  • la seconda proroga, comunicata dal Ministero dell’agricoltura il 14 giugno, ha ulteriormente posticipato la scadenza al 15 luglio 2025.

Dunque gli allevatori hanno ancora tempo per presentare domanda e ottenere questo interessante bonus. Si ricorda che le domande devono essere inviate agli organismi pagatori competenti, che variano in base alla regione di appartenenza. Se la propria Regione ha attivato gli sportelli dedicati, è possibile presentare l’istanza direttamente presso di essi. In alternativa, è possibile inoltrare la domanda all’AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) oppure tramite un CAA, ossia un Centro di Assistenza Agricola.

Con un’unica domanda è possibile richiedere sia i pagamenti di base, sia i contributi legati a misure specifiche, come gli Eco-schemi o i premi per il benessere animale.

Chi non riesce a presentare la domanda entro il nuovo termine del 15 luglio può ancora farlo fino al 9 agosto 2025, ma sarà considerata domanda tardiva. In questi casi, il contributo spettante subirà una penalizzazione dell’1% per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo del 25%. Superato il 9 agosto, la domanda sarà considerata irricevibile.

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