Cercasi esperti in agricoltura digitale: le Regioni imparino dall’Emilia-Romagna

Cercasi esperti in agricoltura digitale: le Regioni imparino dall’Emilia-Romagna

Tutti i giorni ribadiamo che l’agricoltura 4.0, cioè quella digitale in senso lato, non è più una moda o una scelta di singoli illuminati, bensì è la sola agricoltura che ha un futuro economicamente sostenibile, da tutti i punti di vista.

Nell’agricoltura detta anche “intelligente”, i dati sono i protagonisti assoluti al centro del sistema produttivo. Sino a oggi, invece, abbiamo praticato un’agricoltura basata in grande parte sulla tradizione e sull’esperienza dei singoli agricoltori, sulla loro sensibilità che ha guidato ogni azione in campo.

Questa agricoltura tradizionale oggi non basta più per stare sul mercato. Occorre fare un salto in avanti nell’innovazione, che significa farsi guidare nelle scelte agronomiche, economiche e gestionali, da quanti più dati oggettivi possibile. Dati che riguardano per esempio la località dove si coltiva (andamento meteo, caratteristiche chimico-fisiche del suolo, eccetera), lo stato di salute delle colture in atto, la possibilità di diffusione di patologie, le produzioni e la qualità dei raccolti, l’utilizzazione delle macchine… Dati che non si esauriscono mai e che addirittura acquistano più valore anno dopo anno, quante più persone li raccolgono e li utilizzano.

I dati sono il petrolio del nostro futuro produttivo: sono intangibili, si moltiplicano nel tempo e servono per l’attività preddittiva, cioè a programmare il lavoro futuro facendoci fare meno errori possibile.

Oggi solo l’1% dei dati disponibili viene utilizzato

Pensate, amici agricoltori, che oggi solo l’1% di tutti i dati che raccolgono i sistemi informatici e digitali montati sulle vostre meravigliose macchine motrici e attrezzature, viene da voi utilizzato per guidare le vostre decisioni. Avete speso giustamente denaro per l’innovazione ma non la state utilizzando, cioè non state sfruttando tutta la tecnologia che avete a disposizione in azienda.

Tuttavia abbiamo sempre detto che questa è una colpa che avete solo in minima parte, perché raccogliere i dati, elaborarli in un certo modo per poi utilizzarli per programmare i lavori futuri è un compito abbastanza complesso, che necessita di un supporto specialistico, certamente nella fase iniziale di implementazione ma anche successivamente man mano che si avanza nelle attività.

Formare figure specializzate deve essere la priorità per le Regioni

Dunque servono figure specializzate nell’agricoltura digitale che affianchino agricoltori e contoterzisti, che siano prima di tutto agronomi e poi molto ferrati nelle tecnologie informatiche e digitali e non solo. Dagli istituti agrari e dalle università figure di questo tipo non escono di certo, e allora ci devono pensare le Regioni a organizzare corsi ad hoc, proprio come sta facendo da tre anni a questa parte l’Emilia-Romagna, che ha già sfornato ben 40 “tecnici esperti nella gestione di sistemi per la sostenibilità ambientale specializzati in agricoltura digitale”.

Quest’anno a fine novembre partirà la terza edizione del corso, che avrà come partner anche FederUnacoma. Il corso, completamente gratuito e riservato a 20 partecipanti oggetto di una selezione, terminerà nel luglio 2021.

Il tecnico esperto si occuperà di:

  • Gestire gli apparati tecnologici applicati all’agricoltura per implementare processi sostenibili dal punto di vista economico e ambientale.
  • Assistere le aziende agricole nell’uso dei dispositivi tecnologici impiegati in campo.
  • Promuovere la sensoristica applicata, i sistemi di automazione e i software per la gestione dei big data analizzando i dati per supportare le decisioni dell’agricoltore.

In sostanza, dovrà implementare al meglio quell’integrazione uomo-macchina che deve garantirci un futuro produttivo, di qualità, di reddito e di minimo impatto ambientale.

Di “smart specialist” ne occorrono molti, quindi ci auguriamo che tutte le altre Regioni italiane si sensibilizzino su questa problematica e stanzino gli investimenti necessari per avviare corsi simili a quello dell’illuminata Emilia-Romagna, altrimenti il processo di innovazione digitale nelle nostre campagne sarà troppo lento rispetto ai tempi che dettano mercato e consumatori.

Chi volesse saperne di più sul corso della Regione Emilia-Romagna, può scrivere una mail a uno dei seguenti indirizzi:

  • lorenzo.iuliano@unacoma.it
  • manuele.crescini@formart.it
  • bandieri@ruralset.it
Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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