Cereali, produzione in aumento: sempre più giovani agricoltori italiani ci scommettono

Le produzioni aumentano, i prezzi diminuiscono e sempre più giovani scommettono sui cereali. Lo scenario è globale e sta avendo ripercussioni positive anche nel mercato italiano: le previsioni sulla produzione mondiale di cereali continuano a migliorare, con un totale atteso di 2.310 milioni di tonnellate, in aumento di 7 milioni rispetto al mese precedente. I dati provengono dall’ultimo Grain Market Report, diffuso dall’International Grain Council (IGC), e secondo Coldiretti, queste stime hanno portato molti giovani imprenditori agricoli a scommettere proprio sui cereali, dopo alcuni anni di calo della superficie seminata.
Le previsioni globali sul mercato dei cereali
L’incremento della produzione mondiale dei cereali è attribuito dall’IGC principalmente ai maggiori raccolti di mais, soprattutto in Brasile, e a una crescita della produzione di grano in Iran. Tuttavia, la produzione complessiva dovrebbe risultare ancora inferiore rispetto al consumo globale previsto, che si aggira intorno ai 2.334 milioni di tonnellate.
Nonostante le condizioni di siccità che interessano alcune aree dell’Asia orientale, le previsioni generali sulla prossima stagione produttiva dei cereali restano positive, sostenute in particolare dai miglioramenti registrati nel continente americano. Il Consiglio ha inoltre rivisto al rialzo le sue proiezioni per l’offerta e la domanda di soia nel periodo 2024-2025, mentre per il 2025-2026 si prevede una produzione stabile, consumi in aumento e un incremento del commercio internazionale stimato in 2 milioni di tonnellate. Anche le aspettative per le esportazioni mondiali di riso nel 2025 crescono, con un volume previsto di 59 milioni di tonnellate, pari a un incremento del 2% rispetto all’anno precedente, con un leggero aumento per il biennio 2025-2026.
L’andamento dei prezzi
Per quanto riguarda i prezzi, il bollettino Amis della Fao segnala un quadro complessivamente stabile su base mensile. A maggio 2025, l’indice dei prezzi alimentari ha registrato una flessione dello 0,8% rispetto ad aprile, pur rimanendo in crescita del 6% nell’arco degli ultimi dodici mesi. Tuttavia, l’indice rimane circa il 20% al di sotto dei livelli raggiunti a marzo 2022. Concentrandosi sui cereali, il calo è stato dell’1,8% rispetto ad aprile e dell’8,2% in confronto a maggio 2024.
La contrazione delle quotazioni è stata determinata principalmente dall’andamento del mais, spinto al ribasso dalla maggiore disponibilità stagionale dei raccolti in corso in Argentina e Brasile, oltre alle previsioni particolarmente favorevoli per gli Stati Uniti. Anche i prezzi del grano a livello internazionale sono diminuiti, riflettendo una domanda contenuta e condizioni agricole migliorate nell’emisfero nord.
I giovani agricoltori italiani puntano sui cereali
Come detto, lo scenario positivo sul mercato globale dei cereali sta portando tanti giovani agricoltori a scommettere in queste colture. Secondo un’indagine di Coldiretti sui dati del centro studi Divulga, tra gli oltre 50mila i giovani agricoltori attivi in Italia, l’indirizzo produttivo più gettonato risulta quello legato ai cereali (grano, mais, legumi da granella), scelto dal 16% delle imprese. Seguono gli ortaggi (13%), l’allevamento (11%), il vino (11%) e l’olio (9%).


