Redazione Nuovo Agricoltore2 Febbraio 20265min4020

Controlli su importazioni agricole, l’Ue istituisce task force per garantire il rispetto degli standard

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Rafforzare la capacità dell’Unione europea di vigilare sui prodotti importati nel mercato unico e garantire che rispettino pienamente gli standard comunitari. È questo l’obiettivo della task force istituita il 26 gennaio dalla Commissione europea, che concentrerà la propria attività in particolare sulla sicurezza di alimenti e mangimi, sui residui di pesticidi e sulle azioni di monitoraggio coordinate dell’Ue su specifiche categorie di prodotti importati.

L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso il tema della reciprocità negli scambi commerciali e della tutela del settore agricolo europeo. A sottolinearne la portata è stato il ministro per l’Agricoltura, la Sovranità alimentare e le Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenuto a margine del Consiglio Ue Agricoltura e Pesca. “La task force che viene prevista serve a verificare che ognuno faccia il proprio dovere, anche come Stati nazionali a cui è attribuita la facoltà dei controlli nelle vie di accesso”, ha affermato il ministro.

Lollobrigida ha ribadito la posizione italiana sulla necessità di rafforzare l’efficacia dei controlli alle frontiere: l’Italia chiede che “ci siano controlli puntuali sufficienti”, ma il nodo centrale, ha spiegato, “non è di numeri, ma di efficacia” perché “in Europa non deve entrare nulla che non corrisponda agli standard imposti ad agricoltori, allevatori, pescatori” europei. Una questione che ha anche risvolti economici e concorrenziali, dal momento che gli operatori comunitari “sono costretti spesso a avere una concorrenza di prodotti che hanno un prezzo inferiore non perché c’è un efficientamento dell’impresa a monte, ma semplicemente perché non rispettano le regole che noi stessi ci siamo dati”. Da qui la necessità di “fermare ciò che non deve entrare”, un principio che, ha ricordato il ministro, “è alla base della reciprocità che abbiamo richiamato in tutti gli accordi di carattere commerciale, certamente il Mercosur“.

Sulla stessa linea la Commissione europea, che ha ribadito come “norme rigorose sulle importazioni in materia di igiene di alimenti e mangimi, sicurezza dei consumatori e stato sanitario di animali e piante mirano a garantire che tutte le importazioni soddisfino gli stessi elevati standard dei prodotti provenienti dall’Ue stessa“. Bruxelles ha inoltre chiarito che “le norme Ue si applicano a tutti i prodotti venduti nell’Ue, siano essi di produzione nazionale o importati”, sottolineando come i controlli sulle importazioni siano “fondamentali per verificare la conformità di alimenti e mangimi ai requisiti pertinenti”.

Nel dettaglio, Palazzo Berlaymont ha spiegato che la task force riunirà le competenze della Commissione e degli Stati membri e lavorerà per una “ulteriore armonizzazione dei controlli sulle importazioni in tutta l’Ue”. Tra i compiti previsti figurano l’elaborazione di raccomandazioni per azioni congiunte tra Commissione e Stati membri e l’individuazione di eventuali necessità di ulteriori misure amministrative o normative per rafforzare il sistema dei controlli. Il tutto nel solco dell’obiettivo dichiarato secondo cui “l’obiettivo principale della politica di sicurezza alimentare della Commissione europea è garantire i massimi livelli di protezione della salute umana, animale e vegetale, garantendo alimenti sicuri e nutrienti per i consumatori dell’Ue, nonché i più elevati standard per i mangimi”.

Resta ora da capire in che misura la nuova task force potrà rassicurare il settore agricolo europeo, soprattutto alla luce dei grandi accordi commerciali in discussione. In riferimento al Mercosur, Lollobrigida ha ricordato che “è già stata votata l’eventualità di un’applicazione provvisoria” dell’accordo e che “adesso ci sarà un secondo passaggio di natura politica che analizza anche il voto parlamentare”. Guardando invece ai futuri negoziati, come quello con l’India, il ministro ha precisato: “Chiediamo sempre le garanzie alla Commissione. Però vedremo quello che emerge e scaturisce nell’ambito di un trattato che non è conosciuto“. E ha concluso: “È cambiata l’impostazione, c’è maggiore attenzione. Adesso verificheremo se quanto c’è stato garantito verrà davvero messo in campo e su questa base faremo anche le scelte per dare il via ad accordi futuri”.

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