Diserbo mais: i vincoli regionali sull’uso della terbutilazina e le possibili soluzioni

Diserbo mais: i vincoli regionali sull’uso della terbutilazina e le possibili soluzioni

In cinque regioni italiane – Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia-Romagna – continuano a essere attivi anche per questa campagna le limitazioni all’uso della terbutilazina sul mais. Tutte e cinque le regioni adottano infatti un limite massimo invalicabile del dosaggio per anno, tra interventi di pre e post emergenza, pari a 750 g/ha di principio attivo.

In Emilia-Romagna si aggiunge poi un’ulteriore limitazione: l’impiego di formulati a base di terbutilazina a cicli colturali alterni del mais, a esclusione dei terreni torbosi con un tasso di sostanza organica superiore a 2,5%. Mentre in Lombardia c’è addirittura il vincolo dell’impiego di terbutilazina alla dose sopraindicata, solo sul 50% della superficie agricola coltivata a mais o in alternativa interventi localizzati.

Dal punto di vista agronomico, per superare questi limiti le soluzioni possono essere le seguenti:

  • La miscela di tiencarbazone + isossaflutolo + antidoto (Adengo), che presenta un ampio spettro di azione su graminacee e dicotiledoni a ciclo annuale, Abutilon compreso.
  • Miscele che comprendono un erbicida ad azione graminicida (s-metolaclor, petoxamide) con addizione antidicotiledonicida di pendimentalin (Stomp Aqua, Most Micro, Activus Ekop, eccetera), aclonifen (Challenge) e, se c’è l’Abutilon, di isossaflutolo, mesotrione, sulcotrione o clonazone (Dixie Mais, Stallion Sintech, eccetera) oppure Camix.

Queste miscele sono influenzate dalla presenza o meno di pioggia dopo il trattamento, per cui spesso è necessario un intervento di post emergenza. Si tratta di miscele che funzionano egregiamente in caso di semine tardive a partire da aprile inoltrato, come avviene quest’anno.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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