Diserbo, stop a Metribuzin e Metolachlor: come si combattono amaranto e giavone?

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Continua inesorabile l’esclusione dalla vendita e dall’uso in campo di principi attivi importanti per la difesa delle colture dalle malerbe. In questo caso ci riferiamo a Metribuzin e S-Metolachlor, decisa nei mesi scorsi. Si tratta di un grosso guaio, perché il legislatore sembra ignorare le peculiarità uniche dell’agricoltura italiana.

Il nostro Paese, infatti, è un po’ speciale e diverso dal resto d’Europa per la sua conformazione, che va dal gelo delle Alpi sino alle calde distese della Sicilia, passando per Appennini e zone costiere. I terreni cambiano le loro caratteristiche nel giro di pochi metri e così lo sviluppo delle infestanti è molto differente da zona a zona. Per questo in Italia abbiamo avuto sempre la necessità di poter contare su un’ampia gamma di principi attivi con differente meccanismo di azione, anche per l’estrema diversificazione colturale che caratterizza i nostri piani di semina e per i differenti sistemi di lavorazione dei terreni.

In seguito al divieto, quest’anno i problemi maggiori si potrebbero riscontrare per limitare le infestanti su soia e sorgo. Su questo argomento abbiamo sentito il parere di Andrea De Angeli, agronomo e agricoltore toscano che è particolarmente attento alle problematiche agronomiche che affronta solo dopo essersi ben documentato.

Come contenere l’amaranto sulla soia

«Con l’uscita di Metribuzin e S-Metolachlor, si perdono due armi fondamentali per la lotta all’amaranto resistente in pre-emergenza», afferma De Angeli. «Per cui, a mio parere, per la prossima campagna una buona miscela potrebbe essere 1.5 lt/ha di Bismark o Alcance Synt (Clomazone + Pendimetanil) + 1-1.3 lt/ha di Chanon (Aclonifen) + 1.3 lt/ha di Successor 600 (Pethoxamid)

Spiega l’agronomo: «Chanon è un prodotto a base di Aclonifen che contro l’amaranto qualcosa fa, ed è registrato su soia. Stessa cosa per il Successor, anch’esso registrato su soia con attività collaterale su amaranto. Un’altra miscela interessante, sempre in pre-emergenza, testata da un amico con ottimi risultati è 0.25-0.35 lt/ha di Clematis + 1 lt/ha di Valley + 0.8 lt/ha di Metobrumon».

Le alternative contro il giavone su sorgo

Per quanto riguarda il sorgo, il problema principale è la lotta al giavone. L’assenza dell’S-Metolachlor mette in grave difficoltà contro questa infestante chiave. Dice a questo proposito De Angeli: «Ho guardato gli studi di Arvalis in Francia per il diserbo del sorgo e loro in pre-emergenza consigliano 2.5 lt/ha di Alcance Synt + 0.2 lt/ha di Mesotrione 480. Ovviamente in Italia non c’è nessuna registrazione per il sorgo dell’Alcance; è strano comunque che il Clomazone non dia fastidio al sorgo alla nascita».

«Di registrato in Italia, per fare il pre-emergenza, c’è solo Activus ME» prosegue l’agronomo. «La sua etichetta suggerisce un’applicazione di 3 lt/ha, ma secondo me quella dose si può dare solo in terreni molto pesanti, e comunque il pendimentalin al giavone fa poco o nulla. Inoltre il Challange è un prodotto prettamente dicotiledonicida, quindi non aiuta sul giavone. Sono registrati anche il Sulcotrione e Mesotrione a 0.6 lt/ha (due interventi) dalle 2 alle 9 foglie, ma anche questi sul giavone hanno solo un’attività collaterale».

La strategia in campo per il 2025

Conclude De Angeli: «A mio parere quest’anno si potrebbe fare così: seminare sorgo negli appezzamenti dove non c’è troppa infestazione di giavone, posticipare un po’ la semina in modo da fare un buona falsa semina e, appena seminato, distribuire 1.5 lt/ha di Activus ME + 1 lt/ha di Challange (ridurre ulteriormente l’Activus nei terreni molto sciolti). Alle 2-3 foglie 0.6 lt/ha di SudoKur Ultra o 0.5 lt/ha di Solis, magari dopo 10-15 giorni rifarlo, e se infine scappa qualcos’altro di foglia larga, distribuire Dicamba o Joker in relazione alla propria flora infestante. E ovviamente sarchiare!».

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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