Roberto Bartolini20 Giugno 20223min8350

Fieno di medica, l’alta qualità dipende dall’epoca di taglio

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L’epoca di taglio determina la qualità nutrizionale del foraggio che si porta in stalla, ma anche la capacità delle piante di ricostituire la massa vegetale, quindi determina la durata del prato. Poi occorre azzeccare la giusta altezza di taglio, adottando attrezzature che la mantengono costante anche su terreni irregolari e a elevate velocità, dal momento che le operazioni di raccolta vanno eseguite nel minor tempo possibile.

Liberare il prato rapidamente significa che il ricaccio può svolgere la fotosintesi efficacemente, evitando il passaggio del trattore sui germogli giovani.

Cominciare a tagliare alla fioritura

Per la medica lo stadio di riferimento per la raccolta è la fioritura. Il taglio va eseguito all’inizio della fioritura, cioè quando un terzo delle piante sono fiorite. Man mano che i giorni passano aumenta la massa da raccogliere ma peggiora la qualità del foraggio e quindi il suo valore energetico.

Posticipare il quarto e quinto taglio

Alcuni consigliano di posticipare il quarto e il quinto taglio, lasciando che la medica arrivi in piena fioritura in modo che tutte le piante ricostituiscano le riserve di zuccheri e amido nel fittone e nel colletto prima del riposo invernale. Facendo così si proteggono gli organi riproduttivi della medica dalle gelate, garantendo sufficienti risorse per la ripresa vegetativa primaverile. Sarebbe quindi utile eseguire l’ultimo taglio del medicaio 20-30 giorni prima dell’arrivo delle gelate invernali. Dunque si devono programmare i tagli (al nord se ne fanno da 5 a 6) in modo tale che l’ultimo avvenga intorno al 20-25 ottobre.

Evitare di penalizzare i ricacci

Secondo l’agronomo Lorenzo Benvenuti, posticipare i tagli – cosa che può accadere in presenza di condizioni climatiche avverse – significa tagliare il ricaccio che la pianta già organizza durante la fine della fioritura. Il ricaccio nella medica è affidato alle gemme presenti nella corona (porzione basale della pianta) e a differenza delle graminacee, inizia prima del taglio.

Altezze di taglio comprese tra 50 e 70 mm evitano danneggiamenti alla corona e non si asportano organi dove sono concentrate le riserve nutritive. La pianta va rispettata e così ci si garantisce la maggiore durata del medicaio.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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