«Finiamola di parlar male degli agricoltori, stop a norme penalizzanti». Svolta in Ue?

agricoltura

«È ora di finirla nel criminalizzare gli agricoltori, come si è fatto spesso in Europa sino a oggi, accusandoli di non rispettare l’ambiente e di altre nefandezze. Dobbiamo smetterla di tartassarli, sottoponendoli a vincoli e normative penalizzanti che rendono sempre più difficile quel ricambio generazionale che è vitale per continuare a dare da mangiare a 450 milioni di europei. L’età media degli agricoltori in Europa è di 58 anni e manca il ricambio generazionale, perché i giovani sono poco attratti dall’agricoltura. Occorre un deciso cambio di passo in Ue, per rendere attrattive le zone rurali e il lavoro dell’imprenditore agricolo, da mettere in atto subito, con la nuova Pac post 2027». Sono le parole testuali, forti e molto significative, dell’eurodeputato Herbert Dorfmann. Parole che segnano un cambiamento di clima politico, e che sono state pronunciate nel corso di un webinar organizzato dall’agenzia Ansa in occasione della presentazione del documento Ue sulla visione futura dell’agricoltura “Vision for Agricolture and Food”, avvenuta il 19 febbraio 2025 da parte di Ursula von der Leyen e del commissario per l’agricoltura Christophe Hansen.

Fare l’agricoltore deve essere attraente

Il documento di 30 pagine è un primo contributo di riflessioni propedeutico per quella che sarà la nuova Pac post 2027, e mette al primo punto l’attrattività dell’agricoltura. Se tutti i politici europei unanimemente sono convinti che l’agricoltura sia un settore strategico per la nostra vita, è chiaro che bisogna renderla attraente per le nuove generazioni. Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia, che ha partecipato al webinar Ansa, ha sottolineato come anche in un’area produttiva che garantisce alti redditi all’agricoltore-allevatore, come quella del Parmigiano Reggiano, la maggior parte degli imprenditori agricoli non ha un successore e non si trova nemmeno più la manodopera che occorre per far andare avanti le stalle e i campi coltivati.

Come attrarre i giovani

Ma come si fa a rendere attraente l’agricoltura per le nuove generazioni? La Commissione Ue si impegna ad abbattere quelle barriere che impediscono ai giovani l’accesso alla terra, mettendo in atto, per esempio, regimi fiscali agevolati e una grande attenzione alla gestione dei rischi, di mercato e climatici. Occorre garantire redditi equi, agendo sugli squilibri di mercato attuali, continuare a sostenere il reddito con aiuti Pac più mirati, semplificare le normative e remunerare i servizi ecosistemici, sostenendo gli investimenti in attrezzature e tecnologie innovative. Ciò significa che gli agricoltori più virtuosi nella gestione del terreno e dell’ambiente vanno premiati con incentivi superiori a quelli forniti dall’attuale Pac.

Prezzo rapportato al costo di produzione

La Commissione, si legge del documento, «si impegna a garantire che gli agricoltori non siano più costretti a vendere sistematicamente i loro prodotti al di sotto dei costi di produzione e adotterà misure concrete a tal fine, anche attraverso la revisione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali».

Il settore agricolo dovrà essere competitivo e resiliente, quindi occorre applicare in maniera rigorosa il principio della reciprocità per quanto riguarda l’uso degli agrofarmaci e del benessere animale nei confronti dei prodotti importati extra UE. «Non è accettabile che vietiamo l’uso di certi pesticidi in Europa, mentre prodotti trattati con le stesse sostanze continuano a entrare nei nostri mercati», ha dichiarato il commissario all’agricoltura Christophe Hansen. In pratica la virtuosità degli agricoltori europei non deve trasformarsi, come accade oggi, in uno svantaggio competitivo a livello di mercato, che favorisce l’accesso a prodotti con standard differenti da quelli applicati nella Ue.

Altro punto importante: la Commissione valuterà attentamente qualsiasi ulteriore divieto sull’uso di fitofarmaci se non saranno disponibili alternative in un lasso di tempo ragionevole e semplificherà l’accesso ai biopesticidi nel mercato dell’Ue.

Aiuti agli agricoltori più bisognosi

Il documento affronta anche le problematiche delle aree rurali svantaggiate, indicando che occorre individuare quali sono gli agricoltori “più bisognosi”, per predisporre adeguati sostegni atti a mantenere queste aree vitali, funzionali e strettamente connesse al patrimonio culturale del territorio. Infatti oggi gran parte delle risorse Ue sono nelle mani di coloro che ne hanno sempre usufruito, e così c’è il rischio di un’accelerazione del declino delle piccole aziende, quelle che spesso tengono in vita le località isolate e marginali.

Nuovi parametri per i pagamenti diretti

Poi c’è da risolvere la grande questione dei pagamenti diretti che oggi si fondano sugli ettari ammissibili, creando profonde diseguaglianze. Secondo la Commissione occorre superare questo criterio e adottare nuovi parametri, che potrebbero essere le unità di lavoro per ettaro o il valore aggiunto.

Oggi in Italia i sostegni Pac più elevati vanno agli agricoltori della Pianura Padana, cioè una delle aree agricole che assicura la maggiore redditività: è un criterio giusto o va modificato? La questione è complessa perché, se si applicheranno nuovi criteri per definire l’entità dei pagamenti diretti, c’è da chiedersi chi sarà disposto a rinunciare ai contributi che riceve oggi dalla Pac, che sono già inferiori a quelli degli anni passati. La questione si traduce in un grosso nodo politico e sarà uno degli argomenti sui quali si accenderanno le discussioni più accese e non è detto che davvero si riuscirà a cambiare strada.

Sarà solo un libro dei sogni?

Infine c’è la questione del budget, perché tutto quanto presentato nel documento non rimanga un bel libro dei sogni. Ad oggi mancano indicazioni sull’entità dei soldi da dedicare all’agricoltura, ma si promette a breve «un pacchetto completo di semplificazione per l’attuale quadro legislativo agricolo, insieme a una strategia digitale dell’Ue per l’agricoltura per supportare la transizione verso un’agricoltura pronta per il digitale».

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *


Chi siamo

Nato nel 2014, Il Nuovo Agricoltore è un portale informativo dedicato all’agricoltura, con un occhio di riguardo alle innovazioni tecnologiche.


CONTATTACI