Roberto Bartolini28 Aprile 20252min9830

Foraggi, qual è la giusta lunghezza di trinciatura

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Adottare la giusta lunghezza del taglio dei foraggi influisce sulla buona riuscita della conservazione nel silo, sulla stabilità del prodotto durante il consumo e sull’efficienza della razione. La tabella sottostante riporta i consigli del Forage Team dell’Università di Torino sulla lunghezza di trinciatura, espressa in millimetri, per le principale foraggere in relazione allo stadio di sviluppo e al tenore di sostanza secca al momento della raccolta, ma anche alla tipologia del silo scelto per la conservazione.

Un’adeguata lunghezza della fibra in razione garantisce un’elevata ruminazione e quindi una più alta efficienza produttiva, salvaguardando il benessere degli animali.

I parametri da considerare

La lunghezza di trinciatura deve essere maggiore per le foraggere prative, come medica e loietto, e poi ridursi passando ai cereali vernini e ancora di più per silomais e sorgo. La lunghezza di taglio deve essere minore con tenori di sostanza secca elevati (maggiore del 40%), mentre dovrà essere maggiore per foraggi raccolti con sostanza secca inferiore al 30%. Inoltre è importante la destinazione del foraggio: la lunghezza di trinciatura dovrà essere maggiore per le razioni di vacche in asciutta e rimonta, mentre per le vacche in lattazione dovrà essere tanto minore, quanto maggiore sarà la produzione di latte per garantire una maggiore ingestione di sostanza secca.

Anche il livello di inclusione in razione è un elemento da considerare: se il foraggio rappresenta l’unica o la la fonte prevalente di apporto di fibra in razione, la lunghezza di trinciatura dovrà essere maggiore per avere un effetto stimolante sulla salivazione e sull’attività ruminale. Mentre nel caso in cui il foraggio sia presente nella razione in quantità limitate, la sua lunghezza dipenderà dalle caratteristiche degli altri foraggi.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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