Fotovoltaico in area agricola, la Consulta conferma il divieto dei pannelli a terra

Fotovoltaico in area agricola

La Corte costituzionale conferma la legittimità del divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati direttamente a terra sui terreni classificati come agricoli. Con la sentenza n. 127/2026, depositata il 16 luglio, la Consulta ha respinto le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tar Lazio, confermando l’impianto normativo introdotto dal cosiddetto decreto Agricoltura. La decisione rappresenta un passaggio importante nel dibattito sul rapporto tra produzione di energia rinnovabile e tutela del suolo agricolo, ribadendo che la salvaguardia delle superfici coltivabili può convivere con gli obiettivi della transizione energetica.

Le questioni erano state sollevate dal Tar Lazio in relazione all’articolo 5 del decreto legge 63/2024, convertito nella legge 101/2024, e all’articolo 2 del decreto legislativo 190/2024, che disciplina i procedimenti autorizzativi per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Secondo il giudice amministrativo, il divieto avrebbe potuto entrare in contrasto con diversi principi costituzionali, tra cui la tutela del paesaggio e gli obblighi derivanti dalla normativa europea in materia di transizione energetica.

La Corte costituzionale ha però chiarito che il Tar ha interpretato in modo non corretto la norma. Il divieto, infatti, non riguarda tutti gli impianti fotovoltaici installati in aree agricole, ma esclusivamente quelli con moduli collocati direttamente sul terreno. Restano invece consentiti gli impianti che prevedono pannelli sollevati dal suolo, come quelli agrivoltaici, che permettono di mantenere la produzione agricola.

La Consulta ha inoltre osservato che, pur in assenza di una definizione legislativa puntuale di “moduli collocati a terra”, la finalità della norma è chiara: limitare il consumo di suolo agricolo e preservare le attività di coltivazione e allevamento. Un orientamento confermato anche dal decreto legge 175/2025, che riconosce come impianti agrivoltaici quelli caratterizzati da moduli sopraelevati.

La sentenza ricorda inoltre che il divieto non ha carattere assoluto. Il decreto legislativo 199/2021 prevede infatti alcune eccezioni che consentono l’installazione degli impianti in specifiche situazioni individuate dalla normativa. Per la Corte, il richiamo alla classificazione urbanistica dei terreni agricoli costituisce inoltre un criterio oggettivo e coerente per l’applicazione del divieto, senza entrare in conflitto con gli obiettivi europei di sviluppo delle energie rinnovabili.

La Consulta ha quindi escluso la violazione degli articoli 3 e 9 della Costituzione, ritenendo che il legislatore abbia raggiunto un equilibrio ragionevole tra tutela dell’ambiente, produzione agricola e sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.

Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. «Dicevano che avevamo torto, che dovevamo arrenderci all’idea che le nostre campagne, il nostro territorio scolpito dal lavoro quotidiano degli agricoltori avrebbe dovuto essere sacrificato sull’altare dell’ideologia green», ha commentato in una nota. «Oggi, invece, la Corte costituzionale ci dà ragione. Per i giudici dire basta al consumo di suolo agricolo non viola i principi del diritto europeo e, soprattutto, non è in contrasto con i valori della nostra Costituzione, anzi riconosce la tutela del suolo e della produzione agricola come bene da salvaguardare».

Il ministro ha ribadito che il Governo non è contrario allo sviluppo delle energie rinnovabili, purché la loro diffusione non comprometta la funzione produttiva dei terreni agricoli. «Non abbiamo mai detto no all’energia rinnovabile, abbiamo detto che, se devono essere installati nuovi impianti devono consentire l’attività agricola e oggi i giudici hanno affermato che questa scelta è corretta. Vogliamo che l’Italia sia sovrana, anche dal punto di vista alimentare e, senza suolo agricolo, quest’obiettivo non sarebbe raggiungibile».

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