Roberto Bartolini10 Febbraio 20223min8380

Grano, le concimazioni azotate per fare quintali e qualità

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L’azoto quest’anno costa come l’oro e gli agricoltori stanno ancora alla finestra prima di decidere cosa fare in campo. Ma è sbagliato pensare che tagliando le concimazioni azotate non succeda nulla alle produzioni e al terreno. Non investire, anche solo per un anno, si paga sempre!

Ma quanto azoto serve al grano? La domanda è più che mai necessaria quest’anno, e per rispondere, il ragionamento non può che partire dalle produzioni che si pensano di fare, guardando anche alla serie storica degli appezzamenti.

Partire dagli obiettivi di resa

Se si dispone delle mappe di produzione e/o di vigoria delle ultime annate, queste vanno analizzate con attenzione. Produzioni attorno a 70 ql/ha di grano asportano 200 unità di azoto per ettaro, mentre produzioni di 40 ql/ha di grano asportano circa 110 unità di azoto per ettaro.

Poi bisognerebbe conoscere la dotazione di azoto disponibile nel terreno per poter fare un calcolo esatto, che quest’anno sarebbe più che mai opportuno per evitare spese superflue, dando un’occhiata alle analisi del terreno se non sono troppo datate.

Concimazioni differenziate in base agli asporti delle piante

Fatto questo primo ragionamento, ci si deve poi orientare sulla ripartizione delle concimazioni nel tempo, tenendo conto dei periodi di massimo assorbimento da parte delle piante. Il grano assorbe le maggiori quantità di azoto in due fasi: a metà-fine accestimento e a inizio levata sino allo stadio di spiga al secondo nodo. L’ultima fase di assorbimento, che influenza la dotazione proteica, è quella di inizio maggio (fase di botticella-spigatura), quando sarebbe bene distribuire 15-25 kg/ha di azoto a pronto effetto.

In fase di accestimento il grano determina il numero di culmi e sarebbe bene distribuire in questo periodo almeno il 20% dell’azoto totale programmato per l’annata. Infine, alla levata-spiga secondo nodo si dovrebbe distribuire il restante 70-80%. Ma se si utilizzano concimi azotati a lenta cessione o a cessione controllata, per evitare due passaggi si può concentrare tutto in uno solo a fine accestimento.

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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