Grano tenero, suggerimenti per la semina

by Roberto Bartolini | Settembre 30, 2014 3:54 pm

Nel mondo stanno diminuendo la propria produzione di grano tenero Usa, Russia, Ucraina, Canada e Australia, mentre aumenta la produzione in Unione europea, Argentina a Kazakistan.

Nei prossimi 5 anni le stime dicono che la superficie a grano non aumenterà in maniera significativa nel mondo per via della competizione esercitata da altre colture. Si manterrà così un equilibrio sostanziale tra domanda e offerta, con prezzi più o meno stabili.

Il futuro del grano tenero in Italia

Nel nostro paese continua la contrazione della superficie a grano tenero. Si passa da 620.000 a 615.000 ha nel 2014. Il Nord Est perde il 7% di superficie investita e il Centro Sud il 3,5%. Nel Centro le rese sono più basse rispetto al 2013, con peso specifico basso, basso valore della forza delle farine (W), alti valori di elasticità dell’impasto (P/L) ed elevata percentuale di seme pregerminato.

Nell’ultima campagna ci sono inoltre stati attacchi forti di fusariosi e di ruggine gialla. Importantissimi, a questo proposito, la semina di varietà tolleranti a queste patologie, i trattamenti fungini spesso dimenticati e le concimazioni frazionate.

Al Nord nel 2014 le rese saranno nella media e anche la qualità.

La nuova Pac non prevede sostegni al grano tenero. Invece al duro sì. Molto importante sarà cercare di sfruttare i contratti di coltivazione e ricorrere alla copertura del rischio tramite assicurazioni che, grazie al nuovo piano nazionale sulla gestione del rischio, concede agevolazioni che coprono il 65% del costo assicurativo.

L’Italia importa 2,9 milioni di tonnellate solo per l’industria molitoria, alle quali si aggiungono 1,7 milioni di tonnellate di tenero importato per uso foraggero, amido eccetera.

La strategia per le prossime semine di grano tenero

1) Orientarsi sulle filiere specializzate con varietà di grano tenero destinate a usi specifici: varietà a granella bianca, grani di forza o panificabili superiori, grani biscottieri.
2) Differenziare le varietà. Uno dei problemi da risolvere è che i nostri grani per i molini hanno un valore elevato del rapporto tra P (resistenza dell’impasto) e L (elasticità) che si traduce in una eccessiva rigidità degli impasti. Una soluzione è adottare alcune varietà di grani biscottieri idonei come i grani da taglio, dato che hanno valori di P/L bassi. I grani biscottieri producono bene con un rapporto vantaggioso tra costi di concimazione e produzione. Lo stesso vale per le varietà a granella bianca, che hanno un rapporto P/L basso rispetto alle varietà a granella rossa e che richiedono più cure colturali.

Dunque, è importante differenziare le varietà per le prossime semine per offrire agli utilizzatori un mix di grani da miscelare.

Consigli varietali

Per le prossime semine indichiamo le varietà che, oltre che in pieno campo dagli agricoltori, anche nelle prove nazionali realizzate ogni anno dal CRA di Roma si sono particolarmente distinte.

Frumenti di forza (FF)

Frumenti panificabili superiori (FPS)

Frumenti panificabili (FP)

Frumenti da biscotto (FB)

Frumenti Waxy

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