Il frumento su minima produce come su aratura, ma con costi minori

Sul frumento tenero la minima lavorazione porta a una riduzione di appena l’1,5% della produzione rispetto all’aratura, mentre sul frumento duro la minore produzione sale al 7,2%. La semina diretta o su sodo, invece, comporta riduzioni di produzione decisamente più marcate rispetto all’aratura, pari al 10,4% sul frumento tenero e del 5,3% sul frumento duro. Sono i risultati di una serie di prove in campo condotte per più anni (dal 2012 al 2023 per la minima e dal 2014 al 2021 per il sodo), riportate da Paolo Colombatto e Amedeo Reyneri sull’Informatore Agrario n. 26/2024.
Altri numeri da considerare sono elencati di seguito.
| Aratura | Minima | Sodo | |
|---|---|---|---|
| N. passaggi in campo | 3-4 | 2-3 | 1 |
| Tempo/ha (minuti) | 160-200 | 52-74 | 30-40 |
| Litri gasolio consumati | 100-120 | 20-35 | 14-17 |
Sui terreni di tessitura franca, il costo delle tre tipologie di preparazione del suolo sono i seguenti:
- Lavorazione tradizionale: 280 euro/ha
- Minima lavorazione: 240 euro/ha
- Semina su sodo: 100 euro/ha
Da questi dati emerge come, a livello di impatti ambientali e di risparmio economico per l’agricoltore, l’aratura sia perdente su tutti i fronti, ma questo è un dato acquisito da anni. Occorre però considerare altri aspetti operativi per arrivare alle conclusioni.
Le osservazioni di campo
Colombatto e Reyneri mettono in evidenza che:
- I suoli arati sono più caldi rispetto a quelli sui quali sono applicate minima e sodo.
- La distribuzione dell’azoto deve essere più tempestiva con la semina su sodo, per dare alla coltura tutto l’azoto necessario all’uscita dell’inverno.
- Con la semina su sodo è da preferire l’azoto nitro-ammoniacale per la maggiore velocità con cui rende disponibile l’azoto alla pianta.
- È necessario un aumento della dose di seme del 10-15% se si semina su minima e su sodo.
- Il frumento su arato accestisce di più rispetto a quello seminato su sodo.
- Con la semina su sodo la coltura è più esposta alla competizione delle infestanti per la minore copertura del suolo.
- La presenza di residui colturali in superficie può aumentare l’esposizione agli attacchi fungini.
- Applicando minima lavorazione e semina su sodo, è indispensabile una programmazione molto precisa dei trattamenti fungicidi.
- Su sodo e su minima è fondamentale considerare la precessione colturale.
- Il rischio di contaminazione da DON è superiore con semina su sodo del frumento dopo mais.
- Le septoriosi sono favorite da aratura con frumento dopo mais oppure con monosuccessione di frumento.
La minima lavorazione è il giusto compromesso
Da tutto questo emerge che, soprattutto con un mercato che certo non brilla per i prezzi elevati, la minima lavorazione è la scelta giusta, minimizzando i rischi e consentendo un buon risparmio. La semina diretta o su sodo, secondo Colombatto e Reyneri, conferma alcune criticità e la sua adozione deve essere valutata attentamente per evitare che il forte risparmio sui costi sia vanificato da una riduzione del valore della produzione raccolta e da un aumento dei costi dei trattamenti fungicidi.



