Il mais nel Pag dell’Azienda Frescobaldi: già al primo anno lo strip-till è un successo

Il mais nel Pag dell’Azienda Frescobaldi: già al primo anno lo strip-till è un successo

«Sui terreni leggeri e sabbiosi, più facili da lavorare, il risparmio è di 270-280 euro/ha; mentre su quelli più difficili e argillosi il risparmio arriva a oltre 400 euro/ha». È il commento fatto a caldo dopo la raccolta del mais di Filippo Lascialfari, direttore della Fattoria di Corte dei Marchesi de’ Frescobaldi a Borgo San Lorenzo (Firenze), dove Kverneland Group Italia ha allestito il suo PAG (Progetto Agronomico Globale) per testare lo strip-till, lavorazione eseguita dal Kverneland Kultistrip, a confronto con le lavorazioni tradizionali (vedi articoli precedenti) e la semina del mais con la seminatrice Kvreneland Optima Hd e-drive.

Il Kverneland Kultistrip prepara le fasce di terreno da seminare con i mais DKC 5401 e DKC 6327. È il giorno 4 giugno 2015.

Il Kverneland Kultistrip prepara le fasce di terreno da seminare con i mais DKC 5401 e DKC 6327. È il giorno 4 giugno 2015.

La seminatrice Kverneland Accord Optima HD e-drive ha garantito una semina perfetta sia in termini di profondità del seme sia di distanza sulla fila.

La seminatrice Kverneland Accord Optima HD e-drive ha garantito una semina perfetta sia in termini di profondità del seme sia di distanza sulla fila.

FIlippo Lascialfari, quanto si risparmia con lo strip-till rispetto all’aratura?

«Grazie alla preparazione a strisce del letto di semina con il Kultistrip, eseguita sui residui colturali di orzo ceroso il 4 giugno, alla quale è seguita nello stesso giorno la semina, ho risparmiato solo di manodopera 1,5 ore/ha per l’ aratura, 1,5 ore/ha per l’erpicatura e 1,5 ore/ha per la sarchiatura, senza considerare il gasolio risparmiato e la tempestività dell’operazione, in un momento in cui l’azienda è impegnata su molte altre attività».

E la sentenza della mietitrebbia cosa ha indicato?

«Proprio qui sta il bello: i due ibridi DKC 5401 e DKC 6327, su oltre 4 ettari trattati con il sistema a strip-till, hanno prodotto 100 ql/ha di granella al 14% di umidità. Mentre sul terreno lavorato secondo la tradizione, cioè con più passaggi dopo l’aratura, abbiamo prodotto 105 ql/ha con l’ibrido Eufori di Cassade Semences e 92 ql/ha con l’ibrido Pioneer P0837».

I due ibridi Dekalb hanno prodotto su strip-till 100 ql/ha al 14% di umidità in secondo raccolto.

I due ibridi Dekalb hanno prodotto su strip-till 100 ql/ha al 14% di umidità in secondo raccolto.

«Quindi il risultato finale, in termini di bilancio economico tra costi e ricavi, premia in maniera più che significativa il sistema a strip-till, che ha dimostrato di non penalizzare la produttività dei mais. Teniamo poi presente che quest’anno con l’andamento stagionale molto siccitoso non sempre siamo arrivati con l’irrigazione al momento giusto, poi abbiamo avuto un’eccezionale esplosione di infestanti e infine attacchi massicci di piralide. Tutto sommato credo sia stato un successo produttivo, considerando che parliamo di mais di secondo raccolto in un’annata difficile».

Cosa c’è dietro l’angolo per il prossimo anno?

«Visti i risultati economici credo che continueremo con lo strip-till adottandolo sia su terreni argillosi sia su altre colture aziendali. Inoltre vorremmo eseguire una prova abbinando lo strip-till all’ala gocciolante, che ritengo un sistema di distribuzione molto interessante e che potrebbe concorrere ad aumentare le rese del mais. Quindi avanti con l’innovazione senza fermarsi mai, perché è la sola strada per aumentare la redditività».

Kverneland Italia

Kverneland Italia

Kverneland Group è una multinazionale leader nello sviluppo, nella produzione e nella distribuzione di macchine e servizi per l’agricoltura.



Related Articles

Ottimo strip-till anche con abbondanti residui: il segreto è la perfetta regolazione della macchina

C’è ancora molto scetticismo attorno alla tecnica di minima lavorazione del terreno chiamata strip-till, o “lavorazione a strisce”, con la

Kverneland Enduro, un nuovo concetto di coltivatore: da superficiale a profondo

Le condizioni meteo e le rotazioni variano durante gli anni, rendendo difficile avere un coltivatore che incontri tutte le richieste

Gli amanti dell’aratura si meriterebbero una PAC dimezzata

Sono anni che predichiamo di abbandonare le lavorazioni profonde del terreno, che hanno provocato danni incalcolabili alla struttura fisica e

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment