Il nuovo decreto che fissa le regole per l’etichettatura del grano duro vola a Bruxelles

Il nuovo decreto che fissa le regole per l’etichettatura del grano duro vola a Bruxelles

Ve l’avevamo detto, che quest’anno il grano duro va seminato! Chi è ancora indeciso è bene che legga questa notizia. Non si tratta solo dei prezzi che sono saliti…

Infatti, ora c’è la grossa novità dell’etichettatura, che finalmente farà chiarezza sul grano duro made in Italy e sul grano di importazione. Oggi il governo spedisce a Bruxelles il decreto che obbligherà di indicare espressamente in etichetta sui prodotti in vendita l’origine del grano nella filiera grano-pasta.

Siamo i primi in Europa a introdurre questa etichettatura di origine della materia prima, proprio per valorizzare le produzioni di grano italiano e quindi consentire all’industria della pasta di aumentare l’approvvigionamento nazionale all’insegna della totale trasparenza con il consumatore.

Quindi, dopo latte e formaggi arriva l’etichetta per la pasta, con indicazione dell’origine del grano e della semola direttamente sulle confezioni acquistate dal consumatore. Tutto questo risponde alle richieste di 8 consumatori su 10 che vogliono evitare di consumare come italiano un prodotto estero, e il provvedimento dovrebbe portare benefici anche ai nostri agricoltori, con la valorizzazione della loro produzione, sempre che raggiungano elevati standard di qualità. Infatti abbiamo sempre detto che in Italia non tutti sanno coltivare il grano duro come si dovrebbe, e quindi occorre che anche da parte agricola si migliorino le scelte dei mezzi tecnici e i percorsi agronomici, perché c’è ancora tanto da migliorare.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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