La nuova Pac entra in vigore dal 2023: ci saranno due anni di regime transitorio

by Roberto Bartolini | Agosto 7, 2020 6:21 am

Gli eurodeputati hanno deciso: la nuova Pac entrerà in vigore solo dal 1° gennaio 2023, quindi avremo due anni di regime transitorio.

Cosa comporta questo per gli agricoltori? Innanzitutto viene confermato l’attuale regime dei pagamenti anche per la domanda Pac del 2021 e del 2022. Gli Stati membri possono utilizzare il meccanismo della convergenza per questi due anni allo scopo di avvicinare i titoli al valore medio nazionale di 271,64 euro. Quindi ci saranno ancora modifiche nel valore dei titoli sino al 2022.

Per quanto riguarda i Piani di sviluppo rurale, le misure attuali saranno valide per il 2021 e per il 2022, quindi saranno emanati nuovi bandi e nuovi impegni con la possibilità di vincoli anche per un periodo più breve di 1-3 anni, anziché i 5 o 6 anni attuali. I Psr possono prevedere anche una proroga annuale degli impegni assunti dagli agricoltori dopo la scadenza del periodo iniziale, a decorrere dal 2021. Vengono prorogati anche gli attuali programmi operativi nel settore olivicolo, ortofrutticolo e il regime di aiuto per il settore vitivinicolo.

Dunque è opportuno che i nostri agricoltori utilizzino questi altri due anni di “vecchia Pac” sia per utilizzare le risorse ancora a disposizione dei Psr (in particolare per quanto riguarda la misura 10 “Agroambiente”, che comprende sostegni per minima lavorazione, sodo e cover crops), sia per avviare quegli aggiustamenti gestionali e agronomici che saranno indispensabili per poter affrontare con serenità gli impegni che verranno richiesti dalla Pac 2023-2027.

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