L’accordo Mercosur è una mina vagante per l’agricoltura italiana

Si discute da tanti anni del Mercosur, un accordo commerciale tra l’Europa e il mercato sudamericano, che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. L’accordo prevede l’abbattimento delle barriere doganali, cioè la rimozione o addirittura l’eliminazione dei dazi su alcuni produzioni strategiche.
Cosa prevede il Mercosur
C’è chi afferma che si tratta di uno scambio tra agroindustria e automotive, ma non solo, dato che verranno rimosse le tariffe doganali per i prodotti europei come auto (che oggi ha tariffe al 35%), componenti di automobili (oggi con tariffe al 14-18%), macchinari (14-20%), prodotti chimici (fino al 18%), prodotti farmaceutici (fino al 14%), abbigliamento e calzature (35%), tessuti a maglia (26%). In compenso, i quattro paesi del Mercosur avranno via libera a un’esportazione agevolata in Europa dei loro prodotti agricoli, con ripercussioni sulla produzione europea a causa di uno smaccato squilibrio di competitività, poiché i paesi del Mercosur non rispettano gli stessi standard ambientali e di benessere animale richiesti agli agricoltori europei.
Già in atto un forte squilibrio negli scambi
Non dimentichiamo che, in ambito agricolo, lo squilibrio della bilancia commerciale è molto forte. I paesi del Mercosur, infatti, esportano nel mercato unico europeo prodotti agroalimentari per circa 21 miliardi di euro annui, mentre le loro importazioni si fermano a soli 2 miliardi all’anno, confermando la vocazione esportatrice dei paesi sudamericani e la crescente domanda di prodotti di questa provenienza nel mercato europeo.
Il Mercosur è un accordo che piace agli economisti, perché si tratta di una grande apertura al commercio globale. Secondo le loro teorie, ciò crea più scambi e, di conseguenza, più crescita. Tuttavia, la creazione di nuovi accordi di partenariato completi non è semplice e la Commissione europea non è l’unico attore in gioco per gli accordi misti che coprono competenze esclusive dell’Ue e competenze condivise con gli Stati membri.
Manca il principio di reciprocità
Proprio in questi giorni monta la protesta degli agricoltori francesi e del governo di Parigi, fortemente contrario alla firma dell’accordo Mercosur, che sarebbe stata fissata al G20 in programma la prossima settimana. Si teme che l’apertura a un mercato agricolo così vasto possa avere un impatto drammatico sugli agricoltori europei e creare un terreno di gioco sleale per i produttori, dato che la legislazione dell’Ue è molto più rigorosa per quanto riguarda l’uso della chimica o la protezione ambientale.
Di fronte a una volatilità dei mercati sempre più marcata e alle difficoltà dei nostri agricoltori a far quadrare i conti, anche per via di un andamento climatico che negli ultimi due anni è stato devastante per i prodotti della terra, le nubi che si addensano su questo accordo sono più che giustificate, ma non sappiamo quanto l’Italia riuscirà davvero a far sentire la sua voce ai tavoli delle trattative.
L’agricoltura Ue va salvaguardata
Le principali organizzazioni agricole italiane, associazioni e cooperative mettono in evidenza che il solo Brasile negli ultimi vent’anni ha quadruplicato l’uso di agrofarmaci. Ma non è solo la quantità ad allarmare, bensì anche i principi attivi impiegati, molti dei quali sono vietati nell’Unione europea, ma consentiti in questi paesi. Un’ulteriore criticità riguarda gli allevamenti, dove si fa uso di antibiotici come promotori della crescita, una pratica proibita in Europa dal 2006.
Secondo quanto scritto dalle componenti agricole nell’appello rivolto alla presidente del consiglio Giorgia Meloni, l’accordo Mercosur genera riflessi nefasti per il nostro tessuto produttivo, poiché le aziende italiane sarebbero penalizzate da una concorrenza che favorisce una corsa al ribasso dei costi, alimentata dall’assenza di regole comuni. Vedremo chi avrà la meglio nella discussione, ma certamente questa ulteriore spada di Damocle sulla testa dei nostri agricoltori non ci voleva, in vista delle prossime sfide produttive. Senza contare tutti i vincoli imposti dalla Pac.




3 comments
Roby42
16 Novembre 2024 at 10:34 pm
Campo libero allo scambio se i paesi del mercosur riescono a produrre derrate agroalimentari alle stesse condizioni cui sono sottoposti i nostri agricoltori ed allevamenti.Fino ad allora i dazi devono restare e quindi niente accordi
Lorenzo canu
17 Novembre 2024 at 12:13 am
Se l’accordo andrà in porto sarà un disastro annunciato.
Buonamici giglielmo
18 Novembre 2024 at 1:37 am
Recentemente e’ stato inserito l’uso del glifosato addirittura nelle coltivazioni biologiche e questo danneggia ancora di più i nostri agricoltori e il silenzio generale di chi dovrebbe denunciare al mondo questa azione improvvida è assente, lasciando il mondo agricolo sprovvisto ancora dell’ unica voce che poteva contrastare la scelleratezze della sceltabionamici