Roberto Bartolini18 Novembre 20244min24480

Mais 2025, qualche quintale in meno ma di buona qualità

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Il 2024 per l’agricoltura italiana è stato un anno da dimenticare in fretta, ma ci auguriamo che abbia lasciato almeno qualche insegnamento di cui fare tesoro nel 2025. Primo tra tutti quello che riguarda il mais da seminare il prossimo anno. Ci rivolgiamo a coloro che producono trinciati per la stalla o per alimentare i biogas: dimenticate i mais a ciclo lungo. Non ce li possiamo più permettere, sia per il costo colturale elevato, sia perché gli andamenti climatici, sempre più anomali e imprevedibili, compromettono le produzioni e soprattutto la qualità.

Un mais di 130 giorni, seminato tardi per via del meteo avverso, ancora in campo a metà novembre
Ecco come si presenta la maggior parte delle spighe, con estesi attacchi fungini e i danni da piralide

Bisogna puntare sui mais precoci

Dice Paolo Montana, agricoltore e contoterzista del lodigiano: «Ci sono agricoltori che con le semine tardive di metà luglio hanno comunque voluto seminare mais di ciclo 130 giorni e si sono poi ritrovati a metà novembre a raccogliere trinciati scarsi in quantità e scadenti in qualità, che certamente non fanno bene alle vacche. Oggi la genetica ci ha messo a disposizione mais di 90 e 100 giorni che sopportano gli alti investimenti, hanno un’emergenza e un’entrata in fioritura rapidissimi, facendo risparmiare 1 o 2 irrigazioni e il trattamento antipiralide, e che ci garantiscono 600 ql/ha di ottimo trinciato. Avranno un po’ meno amido rispetto ai cicli lunghi, ma si può integrare con la farina. E con i cicli corti si ha la certezza della produzione e di portare in stalla un prodotto sano, che non nuoce alla mandria. Dunque il motto d’ora in avanti deve essere: accontentarsi di qualche quintale in meno, ma garantirsi un prodotto di qualità in trincea».

Un campo di sorgo seminato dopo la raccolta di un mais con ciclo di 90 giorni. Si tratta di un sorgo da granella che verrà raccolto da trinciato per la stalla.

Sorgo in secondo raccolto

Inoltre la trinciatura del mais precoce intorno al 20-25 luglio consente di seminare un secondo raccolto, che può essere di sorgo o di soia. «C’è chi storce il naso quando sente parlare di sorgo da trinciato, che considera un prodotto “povero” – continua Montana – ma con i tempi che viviamo, è meglio assicurarsi un bel po’ di massa in trincea e poi integrare opportunamente la razione. Non dimentichiamo quante difficoltà abbiamo incontrato quest’anno a riempire adeguatamente le trincee per i fabbisogni di stalle e biogas. Ci serva da monito per il 2025!».

Miscugli foraggeri e orzi precoci

E in questi giorni cosa si semina? Risponde Montana: «Nelle nostre zone si abbandona il triticale, che risulta troppo tardivo, e si punta suI miscugli di loietto-avena oppure di orzo-avena e frumento. Per il biogas sta andando giù parecchio orzo precoce, che si toglie dal campo già a metà aprile».

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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