Mare e agricoltura: la nuova frontiera dell’innovazione

L’agricoltura tradizionale affronta sfide sempre più complesse: cambiamenti climatici, siccità, esaurimento delle risorse idriche e degrado del suolo. In questo contesto, esplorare modalità alternative — come combinare mare e agricoltura — si configura non solo come una scelta possibile, ma addirittura necessaria.
Nemo’s Garden, l’orto subacqueo italiano
Tra i progetti più affascinanti spicca Nemo’s Garden, l’orto in fondo al mare davanti alla spiaggia di Noli. Noto anche come Orto di Nemo, questo orto subacqueo è costituito da biosfere (delle cupole trasparenti immerse a circa 6 metri di profondità) che ospitano fino a 100 piante idroponiche, tra cui basilico, fragole, zucchine, fagioli e tante erbe aromatiche. Il progetto sfrutta la luce naturale, la stabilità termica del mare, l’acqua dolce generata naturalmente per condensazione e l’assenza di parassiti: tutto ciò assicura un ambiente ideale, autosufficiente, biologico e privo di pesticidi.
I vantaggi sono sorprendenti: riduzione dell’uso di terreni agricoli, maggiore concentrazione di oli essenziali e antiossidanti nelle piante, tempi di germinazione accelerati e un impatto minimo sull’ecosistema marino circostante. Ma esistono molti altri progetti analoghi, tra serre ad acqua di mare e giardini galleggianti.
Le serre agricole all’acqua di mare
Le serre ad acqua marina sono strutture solari che utilizzano acqua di mare per creare umidità, condensarla, produrre acqua dolce e favorire coltivazioni in ambienti aridi. Progetti esistenti si trovano nelle Canarie, ad Abu Dhabi, in Oman e in Australia con Sundrop Farms, che produce migliaia di tonnellate di pomodori usando energia solare e acqua di mare desalinizzata naturalmente.
Il floating gardening in Bangladesh è invece un’antica tecnica in cui le coltivazioni crescono su piattaforme galleggianti fatte di giacinti d’acqua e materia organica, ideali per territori sommersi o periodicamente allagati. Riconosciuta dalla FAO come patrimonio agricolo per la sua resilienza climatica, questa tecnica dimostra che il mare può diventare un terreno fertile per il futuro dell’agricoltura.
Innovation Awards Roullier: il mare al centro dell’innovazione agricola
Un segnale chiaro dell’importanza della relazione tra mare e agricoltura arriva dal mondo dell’innovazione: per il biennio 2025-2026, gli Innovation Awards Roullier, promossi dal Gruppo Roullier tramite Timac Agro Italia, hanno scelto il tema “Dal mare all’agricoltura”. Questo riconoscimento internazionale comprende tre categorie di premi:
- Exploration: fino a 300 mila euro più partnership scientifica.
- Scale Up: 50 mila euro più supporto tecnico-industriale.
- Young Talent: 10 mila euro e mentoring, pensato per studenti
Il concorso è aperto a università, centri di ricerca, startup e organizzazioni non profit, con candidature fino al 15 settembre 2025; i finalisti saranno annunciati a gennaio 2026 e la premiazione è prevista per marzo a Saint-Malo, in Bretagna. Il fatto che un prestigioso premio agricolo metta al centro proprio il tema “mare e agricoltura” evidenzia quanto questa frontiera sia strategica per la sostenibilità, lo sviluppo locale e l’innovazione del settore, guardando oltre gli schemi convenzionali.



