Nuova Pac, come funziona l’eco-schema 4: c’è l’obbligo di rotazione

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In base alla nuova Pac, dal 2023 non ci sarà più il pagamento greening, ma saranno introdotti i sostegni per gli agricoltori che applicheranno gli eco-schemi (ne abbiamo parlato nell’articolo “Nuova Pac, dal 2023 stangata sui titoli“). Tra questi nuovi impegni, il più complesso da applicare e difficile da interpretare è l’eco-schema 4 sui sistemi foraggeri estensivi.

La prima cosa da sapere è che per coloro che aderiranno già dal 2023 all’eco-schema 4, non vale la deroga sulle monosuccessioni.

Cosa prevede l’eco-schema 4

L’eco-schema 4, intitolato “Sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento”, prevede un sostegno alle superfici a seminativo in avvicendamento di colture leguminose e foraggere, nonché da rinnovo, con l’impegno alla gestione dei residui con un’ottica di carbon sink, che vuol dire sequestro del carbonio nel suolo.

ecoschema 4

Due categorie di colture

L’avvicendamento prevede due categorie di colture:

  1. leguminose, foraggere e da rinnovo, che non hanno limiti di avvicendamento, cioè possono succedere a loro stesse sulla stessa parcella;
  2. altre colture, principalmente cereali a paglia, che non possono succedere a loro stesse, cioè non si possono seminare per due anni consecutivi i cereali a paglia sulla stessa parcella.

L’eco-schema 4 si applica alle colture principali ma anche di secondo raccolto.

Impegni sulla gestione della chimica

L’adesione all’eco-schema 4 prevede il rispetto di alcuni impegni:

  • Sulle colture leguminose e foraggere non è consentito l’uso di diserbanti chimici e di altri prodotti fitosanitari nel corso dell’anno.
  • Sulle colture da rinnovo è consentito esclusivamente l’uso della tecnica della difesa integrata.

Rientrano nell’avvicendamento anche i terreni a riposo per un massimo di quattro anni consecutivi. Fatta eccezione per le aziende zootecniche, è necessario effettuare l’interramento dei residui.

Quale sarà il valore del pagamento

A queste superfici a seminativo in avvicendamento viene concesso un pagamento di 110 €/ha, che però potrebbe essere largamente inferiore (40-50 €/ha), vista l’ampia superficie a seminativi accessibile all’eco-schema.

N.B. Le slides presentate nell’articolo sono di Angelo Frascarelli (Università di Perugia)

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


4 commenti

  • marino mosconi

    3 Novembre 2022 at 8:21 am

    Sicuro che aderendo all’ecoschema 4 non si possa – per il 2023 – seminare un cereale a paglia dove è stato raccolto un cereale a paglia nel 2022?

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  • Katia

    5 Novembre 2022 at 11:02 am

    Ma che pagliacciata è questa, noi siamo obbligati per fare la rotazione a mettere il primo anno frumento, secondo anno Orzo, poi l’anno dopo prato nuovo. Ma se questo non si può più fare cosa seminiamo in collina/montagna ??

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  • nicolò

    5 Novembre 2022 at 8:22 pm

    Buongiorno, mi sembra di capire che le ortive da pieno campo, essendo piante da rinnovo, per l’ecoschema4 è ammesso la monosuccessione. Se fosse così figuriamoci cosa verrebbe fuori per esempio del pomodoro che segue a se stesso!

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  • nicolò

    5 Novembre 2022 at 8:27 pm

    chi nell’annata 2021/2022 ha seminato creale a paglia, può coltivarlo di nuovo nell’annata 2022/2023? L’avvicendamento deve essere rispettato su tutta la superficie aziendale o vi è la possibilità di attuarlo solo su una parte?
    Quindi i cerali da foraggio mi conferma che possono seguire a loro stesso?
    grazie

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