Pac e condizionalità, come cambieranno le buone pratiche agricole

Pac e condizionalità, come cambieranno le buone pratiche agricole

L’incidenza dei pagamenti diretti sul reddito degli agricoltori con l’attuale Pac è pari al 23,7%. Con la nuova Pac, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2023, il sostegno al reddito rimarrà un elemento essenziale, con il 75% del budget totale destinato alle misure del primo pilastro, e in particolare ai pagamenti di base, che per l’Italia ammontano a 3,63 miliardi di euro annui e che continueranno a essere in funzione delle dimensioni in ettari dell’azienda agricola.

Obbligo di rotazione e aree non produttive

Tuttavia, al fine di accedere a tali pagamenti gli agricoltori dovranno rispettare i criteri di condizionalità, vale a dire le buone pratiche agro-ambientali (GAEC), che passano dalle attuali 7 a 9. Vengono infatti introdotte anche la rotazione (o diversificazione) colturale, così come l’obbligo di aree non produttive, che dovranno rappresentare almeno il 4% della superficie arabile aziendale – escludendo quindi frutteti, oliveti e vigneti – o, nel caso l’agricoltore decida di includere colture azoto-fissatrici o intercalari senza l’utilizzo di fitofarmaci (resta autorizzato invece l’uso di fertilizzanti), almeno il 7% della superficie arabile, con un 3% dedicato ad aree non produttive.

Le piccole aziende sotto i 10 ettari saranno esentate da questi due obblighi aggiuntivi, al pari delle aziende che destinano almeno il 75% della propria superficie a foraggere o colture sommerse.

Rafforzati i controlli

Il sistema di controllo della condizionalità viene rafforzato e, nel caso di non conformità a tali norme, gli agricoltori perderanno il 10% dei propri diritti all’aiuto (rispetto al 5% attuale) e, per le violazioni intenzionali, il 15%.

Un altro aspetto che l’agricoltore deve considerare sin da oggi è che dal 2023 non ci sarà più il pagamento greening, che oggi incide mediamente per il 30% sui pagamenti diretti.

Eco-schemi: più impegni per l’ambiente = più sostegni economici

Al posto del greening saranno introdotti i cosiddetti eco-schemi. Con la nuova Pac si passerà quindi dagli obblighi greening a un sistema premiante secondo il quale più gli agricoltori decideranno di impegnarsi in pratiche ad alto valore aggiunto ambientale, più verranno ricompensati tramite i fondi del primo pilastro.

Gli eco-schemi, obbligatori per gli Stati membri ma volontari per gli agricoltori, consisteranno in pratiche quali agricoltura biologica, agricoltura integrata, lavorazioni conservative, cover crops, agricoltura di precisione, gestione mirata della fertilizzazione, uso più razionale delle risorse idriche, benessere animale, agro-forestazione.

Evitare di rimanere esclusi

È evidente che le aziende agricole che non riusciranno a mettere in pratica queste azioni virtuose non potranno accedere agli eco-schemi e quindi subiranno una sensibile riduzione del sostegno della Pac. Quindi è opportuno che sin da quest’anno le aziende si impegnino a prendere confidenza con queste pratiche che dal 2023 consentiranno di non venire penalizzati dalle nuove regole Pac.

Roberto Bartolini

Roberto Bartolini

Laureato in agraria all'Università di Bologna, giornalista professionista dal 1987, ha lavorato per 35 anni nel Gruppo Edagricole di Bologna, passando dal ruolo di redattore a quello direttore editoriale. Per oltre 15 anni è stato direttore responsabile del settimanale Terra e Vita. Oggi svolge attività di consulenza editoriale e agronomica, occupandosi di seminativi e di innovazione tecnologica.


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