Pac, salvaguardare i redditi dalle crisi dei prezzi e del clima

Provvidenziale è stata la modifica della Pac sul discusso obbligo di rotazione (BCAA 7), al quale si è affiancata l’opzione della diversificazione con le tre colture. Una modifica decisa perché, con l’andamento meteo di quest’anno, sarebbe stato in molti casi impossibile rispettare norme che non tengono conto di ciò che accade a cielo aperto.
Più libertà di manovra agli agricoltori
Si ha l’impressione che coloro che scrivono norme complicate e troppo limitanti sotto il profilo agronomico, non tengano conto che l’agricoltore lavora a cielo aperto non avendo alcuna certezza, da una settimana all’altra, di cosa potrà fare in campo. Figuriamoci se poi deve seguire i vincoli imposti dalla condizionalità o di alcuni eco-schemi che, in cambio di quattro soldi, limitano le decisioni e l’operatività, quando c’è tanto da sudare per evitare i danni di meteo bizzarro e imprevedibile.
Cambiamento climatico e Pac
Dunque sarà bene che, nella scrittura della nuova Pac post 2027, si tengano in debito conto gli effetti del cambiamento climatico. Questo argomento non deve servire solo a riempire le sale dei convegni, ma deve essere di monito a chi vorrebbe condizionare, magari in nome dell’ecologia e del “green”, le decisioni e l’operatività quotidiana dell’agricoltore. Il quale d’ora in poi ha il sacrosanto diritto di essere molto più libero rispetto a oggi nell’impostare avvicendamenti, rotazioni, lavorazioni, distribuzioni dei reflui, concimazioni, trattamenti e via dicendo.
È chiaro che l’attenzione per l’ambiente e la sostenibilità è necessaria, ma si può essere virtuosi anche con una maggiore libertà di manovra in campo, visti i progressi tecnologici e informatici di cui disponiamo.
Nuove misure per salvaguardare il reddito
Gli andamenti climatici anomali, con eccessi di siccità o di piogge, e la volatilità dei prezzi di mercato dei prodotti agricoli, che ormai sono una costante negativa ogni anno che passa, dovranno portare al varo di nuove misure di salvaguardia del reddito degli agricoltori. Ma purtroppo di questo argomento si parla poco in termini concreti, cioè di nuove reti di salvataggio.
Come si fa a non pensare a una nuova Pac che finalmente metta a disposizione fondi adeguati per compensare le perdite di reddito degli agricoltori per cause eccezionali (sia per il clima sia per il mercato), che puntualmente ogni anno impediscono di far quadrare i conti? Nel recente documento programmatico dell’Ue, che delinea alcuni punti fermi che si dovranno tenere presenti in vista della Pac post 2027, non si fa che parlare della giusta redditività alle aziende agricole, ma dalle buone intenzioni si passerà ai fatti?
Gli strumenti che oggi dovrebbero salvaguardare il reddito agricolo sono in gran parte inadeguati in rapporto alla portata degli eventi, quindi occorre cambiare registro e voltare pagina una volta per tutte: la nuova Pac è occasione da non mancare.


